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Mihajlovic incassa tre punti meritati poi attacca Balotelli

Mihajlovic incassa tre punti meritati poi attacca Balotelli

Successo giusto del Milan col Genoa. Al fischio finale lo sfogo del tecnico rossonero: «Chi non si sacrifica, non gioca più»

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MILANO. Il Milan prosegue la sua rincorsa alla zona Champions battendo con grande autorità allo stadio Meazza il Genoa di Gasperini. Ma negli spogliatoi scoppia il caso Balotelli.

Parte subito forte la squadra di Mihajlovic, che prima sfiora la rete con un tiro da fermo di Honda che esalta Perin e poi, dopo appena 4 minuti, passa in vantaggio con Bacca. Palla larga sulla destra per Bonaventura, che consapevole di essere in fuorigioco la lascia scorrere, sulla sfera si avventa Honda che è bravo a mettere al centro, tocco di Niang per il colombiano, il quale è bravissimo a mettere in rete come sempre al suo primo tiro in porta. Il Milan non smette di attaccare e al 20' riesce a costruire un'altra buona occasione da rete ma Niang, smarcatosi sulla destra, non trova Bacca e Bertolacci a rimorchio. Nella ripresa Gasperini prova la carta dell'ex avvelenato, inserendo in campo Cerci, fischiatissimo dal pubblico di San Siro. È però ancora il Milan a fare la partita, ispirato da un ottimo Honda e dall'intraprendenza di Antonelli. Dopo un paio di chance per Niang e Bonaventura, ecco il raddoppio rossonero firmato dall'assoluto migliore in campo, il giapponese Honda, il quale fa partire un missile dai trenta metri che si infila nell'angolino alle spalle di Perin. Il Milan gioca molto più sciolto e sfiora la terza rete anche con Riccardo Montolivo, che su di uno schema di calcio d'angolo riceve palla dal limite e fa partire un gran sinistro, che però si stampa sul palo. A tempo ormai scaduto c'è anche il tempo per il gol della bandiera dell'ex di turno Cerci, il quale approfitta di una mezza indecisione di Donnarumma per siglare il 2-1. I rossoneri soffrono per un paio di minuti, con Mihajlovic inviperito per lo scarso contributo di Balotelli, ma alla fine vincono con merito e si portano a 43 punti in classifica, immediatamente alle spalle delle squadre impegnate nella lotta al terzo posto.

Il tentativo di rimonta abbozzato dal Genoa nel finale è sfumato, i giocatori del Milan tirano un sospiro di sollievo a centrocampo ma Sinisa Mihajlovic è una furia. A muso duro, si dirige svelto verso l'area di rigore dove Mario Balotelli si tocca dolorante uno stinco, e solo l'intervento di uno dei suoi collaboratori dissuade il serbo dall'avvicinarsi all'attaccante, e magari ripetere la scena di un anno fa a Genova quando il tecnico allora alla Samp entrò in campo e prese di petto Regini. «Chi non si sacrifica fino al 94' non mette più piede in campo. Balotelli? Sanno a chi mi riferisco, non c'è bisogno di fare i nomi. C'erano altri due giocatori là vicino, magari non ce l'avevo con lui», ha spiegato alla fine il serbo, con toni più civili di quelli che avrebbe usato in un faccia a faccia.

Il San Valentino di San Siro dà un duro colpo al rapporto fra l'allenatore e Balotelli, mandato in campo per ultimo, perfino dopo Menez, al rientro dopo sei mesi.

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di Redazione web