Gioco
Il sabato inquieto di Luca Mazzoni
Gli applausi dei livornesi e la sconfitta. «Quante emozioni...»
LIVORNO. La prima volta al Picchi da avversario è stata una sofferenza infinita per Luca Mazzoni, un cuore amaranto con una maglia diversa. C’era curiosità per capire l’accoglienza dei tifosi, ma alla fine è stata giustamente una pioggia di applausi. Soprattutto prima del fischio d'inizio, quando lui è andato tra i pali della porta sotto la curva Nord e tutto lo stadio si è alzato in piedi.
«D’altronde qui penso di essermi comportato bene – le sue parole – ho sempre dato tutto. Non credo di meritare fischi, anche se qualche parola storta l’ho sentita, ma non mi interessa. Ognuno ha la sua idea, ma comunque sono contento della risposta generale dei tifosi». Che hanno visto anche una sua gran parata su Baez («è stato bravo a smarcarsi, ma sono riuscito a chiudergli lo specchio») e un episodio da moviola su Vantaggiato. «Il rigore poteva starci, lo ammetto. Lui ha toccato prima la palla, io l’ho colpito con la gamba. Insomma, se l’arbitro avesse fischiato, non sarebbe stato uno scandalo. La partita? Siamo stati polli a perdere in questo modo, ma forse il pareggio era più giusto».
Applausi per lui dal pubblico, applausi invece per Luci dallo stesso Mazzoni al momento della sostituzione. «Mi sono sentito di fare così – spiega il portiere della Ternana – forse da tifoso, ma ci sta. Andrea è un mio grande amico, abbiamo condiviso e condividiamo ancora tante cose. Comunque per me è stata una settimana particolare, adesso vado via con la solita tristezza».
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