Il Tirreno

Livorno

Undici leoni contro le Fere Al Picchi c’è uno spareggio

di Alessandro Bernini
Undici leoni contro le Fere Al Picchi c’è uno spareggio

Dopo il risveglio di Brescia, ora un Livorno-Ternana decisivo per la salvezza Panucci lancia Antonini e conferma una squadra votata all’attacco

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LIVORNO. Se qualcosa è cambiato, o se tutto è cambiato, lo scopriremo oggi. A partire dalle 15. In quella che per il Livorno è davvero una sfida salvezza, da giocatore contro 10 nemici (sportivi) e 1 amico: Luca Mazzoni. Vale tanto questo Livorno-Ternana, tantissimo. Per la classifica e per la testa di un gruppo che sta vivendo questa stagione sulle montagne russe delle emozioni. Senza mezze misure.

Panucci ci va con i piedi di piombo («siamo ancora malati») perché sa bene che in post-depressione basta un niente per ricadere. Ma ha trovato disponibilità, ha trovato voglia di combattere, ha trovato sensibilità in un gruppo che aveva accusato un brusco calo di tensione e ora ha riacceso il motore.

Non si annuncia insomma una partita da rischio pisolino. Anzi. Tra l’altro la Ternana non conosce mezze misure, non pareggia quasi mai (solo 3 segni X da inizio stagione) ma in compenso ha già vinto in trasferta 3 volte da inizio stagione. Occhio alla colosso Avenatti là davanti, e a quel Falletti che quando si muove tra le righe può dar fastidio.

Panucci ha la sua idea di calcio, con quella ha iniziato la stagione, con quella ha rialzato il Livorno a Brescia, con quella andrà a giocarsela oggi. Il confine tra il 4-2-3-1 e il 4-3-3 è abbastanza sottile in questa squadra perché dipende da come si muove Jelenic ma questo può essere un bene.

La novità è il probabile esordio dal primo minuto di Luca Antonini, appena arrivato, mentre a centrocampo Luci ha avuto un leggero affaticamento e si gioca la maglia con Biagianti. Ancora fuori Ceccherini, Gonnelli e Emerson, per cui i centrali di difesa saranno gli stessi visti a Brescia ovvero Borghese e Vergara, con Gasbarro che a sinistra si tiene stretta la maglia.

Nessuna novità in attacco. Vantaggiato terminale offensivo, Baez e Vajushi incaricati di creare superiorità, puntare gli avversari in uno contro uno e regalare imprevedibilità a un Livorno che vuole fare la partita. E poi come detto Jelenic, cordone ombelicale tra centrocampo e attacco.

C’è curiosità, ottimismo, c’è voglia di vedere questo nuovo Livorno. Che in casa non vince dal 31 ottobre. Avanti, è il momento di frantumare anche questa maledizione. Per risalire. Per crederci. Per difendere Treviso.

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