Gioco
Panucci lo psicologo «Noi ancora malati»
Il tecnico carica la squadra: guai illudersi ma io credo in voi
LIVORNO. Ha riportato sorrisi, punti e un po’ di entusiasmo, anche se siamo solo all’inizio della sua seconda avventura e quindi è troppo presto per parlare di una svolta definitiva. Adesso però, Christian Panucci, deve calmare e riaccendere il Picchi, teatro di contestazioni negli ultimi due mesi. Sembra un paradosso, ma in realtà non lo è. «La vittoria di Brescia è stata fondamentale – ha detto il tecnico amaranto alla vigilia del match con la Ternana – ma il merito è tutto dei ragazzi, non mio. Comunque questa è una squadra ancora malata, il rischio playout è ancora serio. Se tuo figlio ha la febbre e gli dai l’antibiotico, la temperatura cala. Ma se non continui a curarlo, la febbre torna. Ecco, noi siamo in una situazione del genere, perché abbiamo ancora tantissimi problemi».
Ma la squadra è consapevole di questo o pensa già di essere uscita dal tunnel?
«Queste cose le dico tutti i giorni al gruppo, di più non posso fare. Ma tranquilli, i ragazzi sono intelligenti e sanno di dover continuare così. Mi auguro che, nel periodo senza vittorie, abbiano sofferto così tanto da sentirsi di dare di più in questo momento».
In settimana ha scelto di fare un allenamento al Picchi: perché?
«Intanto per dare entusiasmo, poi per far conoscere lo stadio ai nuovi».
A proposito, sono pronti per giocare?
«Antonini sì, sta bene ed è in condizione (è diffidato, ndc). Valoti invece non gioca da più di due mesi ed è indietro a livello fisico, quindi deve lavorare ancora. E lo stesso discorso vale per Schetino».
Ma è soddisfatto di queste operazioni?
«Sì, ci siamo rinforzati. Antonini è un terzino duttile, posso schierarlo sia a destra che a sinistra. E ci porta tanta esperienza. Valoti mi piace, ha caratteristiche diverse rispetto a tutti gli altri e può giocare sia a centrocampo che davanti. Abbiamo perso un po’ di qualità con la partenza di Pasquato, ma va bene così».
Dal mercato al campo e alla Ternana, una sfida fondamentale nella corsa per la salvezza.
«Sì, sarà una partita complicata contro un avversario pericolosissimo. Dovremo essere corti e giocare a ritmi alti, oltre a fare attenzione alle loro ripartenze».
L'idea è il 4-2-3-1?
«Credo di sì, andremo sulla falsariga di Brescia».
Come sta Luci, che in questo periodo non sembra al top?
«Mercoledì scorso non ha disputato la partitella per fare un lavoro specifico sulla brillantezza, ma è a disposizione ed è un giocatore importantissimo».
Si aprono quindi le porte per uno tra Biagianti e Cazzola al fianco di Schiavone?
«A centrocampo ho tante alternative. Biagianti è in forma, sta lavorando benissimo. Cazzola è tornato invece in gruppo la scorsa settimana, adesso è in crescita».
Emerson non convocato per la seconda volta di fila: non è ancora pronto?
«Ha un taglio a una gamba, gli hanno messo 3-4 punti. Ma comunque, al di là di questo, non sarebbe stato convocato e avrebbe giocato nuovamente con la Primavera. Secondo me sono stati accorciati troppo i suoi tempi di recupero».
Restando sui singoli, Baez ha dimostrato subito di avere grandi qualità.
«È un talento, non ci sono dubbi, ma adesso deve restare tranquillo e umile».
Dall’altra parte ci sarà invece Mazzoni…
«Sono contento di rivederlo, con lui ho un grande rapporto. Luca è legato alla sua città e ha sempre difeso questa maglia con orgoglio, da vero livornese».
Intanto continuano a girare le voci sugli albanesi e su Moggi.
«Non mi interessano. Ho sentito Spinelli, per me conta solo portare il Livorno fuori da questa situazione. Adesso il nostro unico obiettivo deve essere quello di battere la Ternana per salire a 30 punti».
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