Italia
Presi Antonini e Valoti, i due assi che faranno volare il Livorno
L’ultima giornata di mercato si chiude con due colpi ma senza sorprese. Tentativi con Amauri e Ardemagni, salta in extremis l’accordo con Ciancio
LIVORNO. Un finale annunciato, senza colpi a sorpresa. L’ultimo giorno di mercato porta in amaranto due giocatori che piacciono a Panucci ovvero il terzino Luca Antonini (34 anni) e il trequartista Mattia Valoti (22 anni): entrambi arrivano in prestito secco, rispettivamente dall’Ascoli e dal Pescara. Se ne va Pasquato che aveva chiesto la cessione, torna a Pescara proprio nell’operazione di scambio con Valoti. Qualche altra trattativa era stata imbastita nel pomeriggio, ma prima delle 22 i dirigenti amaranto avevano già il cappotto indosso per tornare a casa.
Ricapitolando. Se ne sono andati Maicon, Calabresi, Kukoc e Pasquato; sono arrivati Valoti, Antonini, Borghese, Regoli e i due giovani uruguagi Baez e Schetino. Un mercato, va detto, praticamente a costo zero ma che tutto sommato può dare equilibrio alla squadra. Anche perché non sempre sono i nomi (vedi Amauri, che profumava tanto di nuovo Belfodil) a far spiccare il volo a una squadra.
Il tutto sperando che abbia ragione il ds Ceravolo quando dice «il nostro miglior acquisto è stato Panucci».
ANTONINI E VALOTI. I due nuovi nomi li avevamo annunciati ieri. Antonini tornerà nel suo ruolo naturale ovvero quello di terzino destro (anche se può giocare pure a sinistra). Un matrimonio annunciato ad agosto e che si è concretizzato a febbraio. Storia infinita.
Valoti è un ragazzo interessante, molto interessante. A inizio stagione era atteso come uno dei migliori centrocampisti offensivi della serie B. Lo scorso anno per lui 10 presenze e 1 gol in serie A col Verona. Invece a Pescara si è un po’ perso, solo 2 presenze per lui e un rappporto non certo idilliaco con il tecnico Oddo.
Adesso ha l’occasione per il rilancio. Dove può giocare? In un eventuale 4-2-3-1, la sua posizione è centrale dietro a Vantaggiato.
CIANCIO: PRIMA SI POI NO. Alla resa dei conti l’unica trattativa quasi chiusa e poi saltata è stata quella con Simone Ciancio, terzino destro del Cosenza, 29 anni. C’era l’accordo col ragazzo (in scadenza ed entusiasta di venire a Livorno), ma il Cosenza ha chiesto tempo per cercare un sostituto, rilanciando anche un po’ sui soldi. Imppossibile uno scambio con Regoli visto che quest’ultimo aveva già giocato con due maglie diverse. Fatto sta che dopo l’ora di cena, il Cosenza ha detto “no grazie” al Livorno e si è tenuto Ciancio che avrebbe fatto la riserva di Antonini a destra.
DA AMAURI A ARDEMAGNI. Altri nomi, anche affascinanti (ma utili? mah...) hanno fatto da contorno alla giornata di ieri. Un contatto vero c’è stato addirittura con Amauri, 36 anni, attaccante del Torino in chiara parabola discendente. È stata fatta una chiacchierata col suo procuratore ma non se n’è fatto di niente. In serata è spuntato fuori anche il nome di Ardemagni, sul quale si è gettato a capofitto la Pro Vercelli con una super-offerta, ma alla fine l’attaccante è rimasto al Perugia.
SPINELLI, MOGGI E ALBANESI. Per chiudere una valutazione che esula dal calcio giocato. C’era curiosità per vedere che tipo di mercato avrebbe condotto il Livorno, perché questo poteva alimentare o spegnere le sensazioni che dietro a Aldo Spinelli ci fosse già un gruppo che si muoveva in ottica futura. Un gruppo legato a Moggi e gli albanesi (il petroliere Taci) che poteva aver messo Ceravolo nel ruolo di ds proprio per avere già un potere decisionale.
Beh, la sensazione è che il mercato l’abbia condotto Ceravolo (e prima Signorelli) ma per Spinelli. Non ci sono stati fuochi d’artificio, non ci sono stati acquisti (solo prestiti), non è stato fatto nessun contratto che vada oltre giugno. Insomma, niente che lasci pensare ad un mercato con dei nuovi acquirenti già dietro le quinte a decidere il copione.
Resta invece ben chiara la scelta di arrivare a giugno senza nessuna “zavorra” contrattuale. Così da rendere più semplice (e magari meno costoso) l’acquisto del Livorno.
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INUTILI I GRANDI NOMI SE VUOI LA SALVEZZA di Alessandro Bernini
Niente fuochi d’artificio, ma forse non ne avevamo bisogno. Niente drammi dunque se Amauri non è arrivato, era un nome che ci ricordava Belfodil. La salvezza si costruisce con gente pronta alla battaglia, non con i divi.
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