Il Tirreno

Livorno

Con quella faccia un po’ così...

di Brunella Ciullini

A Genova la Fiorentina non punge e rischia: un punto che serve a poco

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GENOVA. Negli ultimi due mesi la Fiorentina ha conquistato solo 15 punti e segnato altrettanti gol. Stavolta a Marassi, dove aveva incantato a fine autunno contro la Sampdoria annichilendo con i gol di Kalinic e Ilicic, non è riuscita ad andare oltre lo 0-0 contro un Genoa che è imbattuto da quattro partite dopo quella di ieri (2 vittorie e altrettanti pareggi) ma che prima di questa striscia aveva perso cinque partite su cinque finendo nelle zone basse della classifica. Segno che era ed è un avversario che la Fiorentina dei bei tempi avrebbe battuto senza troppe difficoltà. Invece i viola hanno perso la scintilla, hanno sofferto specie nella prima fase del match il pressing rabbioso dei liguri, hanno rischiato di subire con Laxalt nel primo tempo, con Suso a inizio ripresa quando l’ex milanista ha colpito il palo e con Pavoletti (pronto Tatarusanu). Vero anche che la Fiorentina, in cui Sousa ha schierato titolare Zarate (accanto a Babacar) preferendolo inizialmente a Kalinic, ha avuto qualche chance di portarsi in vantaggio, con Babacar (pronto Perin) e in pieno recupero con Alonso, tutto questo quando Bernardeschi si è sgravato dei compiti di copertura e ha messo in mostra il suo talento e la sua freschezza.

L’ultimo 0-0 conquistato in campionato risale addirittura al 2014. Ed è la seconda volta nelle ultime settimane che l’attacco viola, fino a poco tempo il più prolifico della Serie A, rimane inceppato. Era accaduto nella gara persa con la Lazio al Franchi, è successo ieri. Dentro una prestazione che non ha convinto. Dipende dalle tensioni del mercato che stanno scollando sempre più il rapporto fra Sousa e la dirigenza e quello fra i tifosi e i Della Valle? O dalla flessione che stanno accusando alcuni uomini cardine come Kalinic, che ha segnato un solo gol negli ultimi due mesi, come Vecino che è rientrato dopo la squalifica ma ieri ha rischiato di essere espulso già a metà del primo tempo, come Alonso che appena smaltito un infortunio ha lasciato ieri il campo zoppicando? Dipende dallo stesso allenatore che non riesce più a far decollare il gioco, non riesce a trovare le necessarie varianti per cogliere alla sprovvista gli avversari e cambiare in corsa il destino di una gara? Napoli e Juventus ormai sono lontani, c’è però da difendere almeno la zona-Champions. Per questo i tifosi speravano in un salto di qualità nel mercato di gennaio. Mancano poche ore ormai alla chiusura (stasera alle 23), ieri il club viola ha partorito un comunicato in risposta ai duri attacchi del presidente del River Plate sulla vicenda Mammana, definendo le sue parole «non veritiere e inappropriate». Ma più che parlare serve agire per dare a Sousa l’innesto per la difesa che aspetta da agosto. Saranno De Maio o Izzo visti ieri con la maglia del Genoa? Tornerà di moda Mexes? O arriverà Vezo del Valencia? Nell’attesa il tecnico portoghese e i suoi giocatori sono lentamente planati in un periodo di grigiore. "Dobbiamo accontentarci quando i momenti sono delicati e lavorare per migliorare per dare gioie ai nostri tifosi" dice Sousa che ieri ha conosciuto pure la prima espulsione in A, respingendo il pallone ancora in campo, per darlo ad un proprio giocatore per una rimessa laterale. "Volevo accelerare l’azione " scherza il tecnico. Non è servito a dare la spinta necessaria alla sua squadra per continuare a correre.

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