Gioco
Jelenic: «Che bello l’abbraccio al gol»
Tarroni che sostituiva l’ex giocatore di Milan e Real: «Il merito è di Christian»
BRESCIA. Un giorno lo racconterà ai nipotini. «Sapete di quel sabato che sono andato in panchina in serie B... la squadra era il Livorno, non vinceva da tre mesi, sono arrivato io e siamo usciti in trionfo da Brescia...». Nicola Tarroni, 45 anni, non è abituato ai riflettori, ai taccuini, ma stavolta anche per lui è un piacere.
«Eh sì - sorride - è la mia prima panchina in serie B e la prima vittoria. Ma non scherziamo sui meriti, io non c’entro niente. Il merito è di Christian che ha ripreso il lavoro e il progetto interrotto due mesi fa, e di questi ragazzi che hanno gettato in campo l’anima perché avevano una voglia matta di risollevarsi».
Inutile provare a parlare di tecnica o di tattica, Tarroni dribbla meglio di Baez. «Questo è un bel gruppo. Aveva perso la fiducia in se stesso. Ma in questi giorni li abbiamo visti lavorare con tanta voglia di riemergere». Il simbolo di un Livorno che è tornato di Panucci è forse Vajushi. «È un ragazzo che ha qualità al di sopra della media per la serie B. Deve essere caricato a dovere, noi crediamo in lui».
E alla fine nello spogliatoio finalmente è partita la festa. «Sì, negli occhi dei ragazzi ho letto la gioia. E giustamente hanno fatto festa tra loro. È un risultato che si meritavano e che meritano anche i nostri tifosi».
Già, i tifosi. Proprio a loro vuole dedicare la vittoria Martino Borghese, il bomber per caso del Livorno. «So quanto hanno sofferto nel vedere la loro squadra che giorno dopo giorno precipitava in classifica. Lo sanno tutti l’amore che la gente ha per questa maglia. Io non sono certo un fenomeno, però sono orgoglioso di essere qui perché amo combattere in piazze dove c’è amore per la squadra e dove la gente chiede ai giocatori di uscire dal campo con la maglia sudata. Quando mi hanno proposto di venire a Livorno, non ci ho pensato neanche 30 secondi».
Bomber per caso, dicevamo. «Ma no, io devo pensare a fare il difensore e farlo bene. Perché questo è ciò di cui ha bisogno il Livorno. Col Brescia non è stato facile perché loro hanno ottimi attaccanti e in casa non avevano mai perso. Ma negli occhi dei miei compagni ho visto subito la voglia di fare una grande partita. E non posso che ringraziarli per come mi hanno accolto».
Altro eroe di giornata è Jelenic: «Non immaginate neanche quanto sia importante questa vittoria. Eravamo sotto un treno, tutta questa serie di risultati negativi ci aveva fatto perdere fiducia. Il mister ci ha dato la carica e stavolta in campo è andata bene. Sul gol? È stata un’azione insistente mi è arrivata la palla ed ho visto uno spiraglio, a quel punto ho tirato in porta. È stata una gioia immensa segnare e vedere i compagni venire ad abbracciarmi».
(a.b.)
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