Gioco
Il riscatto degli amaranto comincia con la Leonessa
Riparte da Brescia l’avventura di Panucci sulla panchina del Livorno Il tecnico schiera il tridente per dare fiducia a un gruppo che si è smarrito
LIVORNO. Signori, si torna in pista: motore acceso, il Livorno è pronto a uscire dai box dove è stato fermo per due mesi. Abbiamo vissuto 60 giorni da incubo durante i quali la carrozzeria amaranto è stata sverniciata da tutti. Forti o deboli che fossero, gli avversari si sono seduti a tavola e hanno banchettato senza pietà perché da questa parte c'era una squadra smarrita: il campionato correva mentre noi eravamo impantanati.
Oggi nella bruma bresciana Panucci – anzi il suo vice Tarroni, dato che Christian è squalificato – comincerà a ricomporre i pezzi del suo bel giocattolo sul quale l'interregno di Mutti – persona squisita, ma allenatore al capolinea – ha avuto l'effetto di una scarica di martellate.
Patto d'acciaio. Il Livorno riparte con la voglia di riannodare il filo spezzato all'indomani del ko di Bari, con la voglia matta di ritrovare autostima e fiducia smarrite nel tunnel della crisi. Serve un segnale di vita, la dimostrazione che questa squadra è ferita, ma non è morta. Ha ragione Panucci quando dice che il gruppo ha valori tecnici importanti che non sono scomparsi, ma solo nascosti. Dobbiamo andare a ritrovarli tutti insieme: tifosi, giocatori, addetti ai lavori, fino alla società che sta vivendo la sua ora più travagliata con le dimissioni di Spinelli e di tutto il CdA. La serie B è un patrimonio e va protetto.
La chiave della partita. Panucci sembra intenzionato a schierare il tridente. È un bel messaggio alla squadra che nell'ultimo periodo è spesso scesa in campo con l'anima impaurita e lo sguardo perso nel vuoto. Nella lotta senza quartiere per la salvezza non c'è spazio per i cuori pavidi per cui al vecchio 'Rigamonti' si va per fare la voce grossa nel contesto di una partita che si annuncia complicata per via del valore della squadra di Boscaglia che ha la freschezza e l'entusiasmo dei giovani oltre a una buona cifra tecnica.
Venerdì scorso, però il Brescia ne ha beccati tre a Salerno e questo significa che di mostri sacri non ce ne sono: un motivo in più per crederci.
Brescia nel destino. Gli amaranto vogliono iniziare la risalita là dove negli ultimi anni sono stati vissute sfide decisive: l'andata della finale playoff 2009 (finita in gloria), la penultima giornata del campionato 2011/12 (successo per 3-1 fondamentale per la salvezza), l'andata della semifinale playoff 2013 (altra promozione in serie A). Forza ragazzi: rispettiamo la tradizione e iniziamo la remuntada.
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