Gioco
Offese e insulti: Borghese e Kukoc quasi alle mani
LIVORNO. Protagonisti di uno scambio meno di una settimana fa, protagonisti di una rissa mancata ieri sera. Stava per scoppiare il caos, a fine partita, tra Martino Borghese e Tonci Kukoc. È successo...
LIVORNO. Protagonisti di uno scambio meno di una settimana fa, protagonisti di una rissa mancata ieri sera. Stava per scoppiare il caos, a fine partita, tra Martino Borghese e Tonci Kukoc. È successo nel piazzale fuori dallo stadio: il nuovo difensore amaranto davanti al pullman del Livorno, l'esterno croato dall'altra parte. Kukoc ha urlato contro Borghese appena l'ha visto, era furioso per quell'esultanza dopo il gol. Sono volate parole grosse, offese e insulti. Il centrale svizzero, però, ha lasciato perdere e dopo un paio di minuti è salito sul pullman, evitando quindi di andare avanti. L'ex amaranto è stato poi calmato da Ganz e Ricci, ha salutato alcuni amaranto ed è Partito per Como con la sua nuova squadra.
LA CARICA DI BORGHESE. Ma perchè quell'esultanza di Borghese? «A volte nel calcio non esistono i sentimenti - ha detto il difensore, protagonista di un debutto da film - a ottobre ho avuto un grave lutto in famiglia, ma a certi tifosi queste cose non interessano. E dopo il gol ho festeggiato così. Comunque sono contento di essere qui, ho trovato uno spogliatoio meraviglioso e unito. Stasera (ieri sera, ndc) meritavamo di più: il Como ha fatto poco e niente, noi invece abbiamo creato tanto sia prima che dopo il mio gol. Non mi piace parlare degli arbitri ma il gol era in netto fuorigioco. Peccato, davvero peccato...».
La situazione in classifica è comunque preoccupante. «Ho visto segnali positivi - la chiusura di Borghese - qui ci sono giocatori validissimi per la categoria, dobbiamo continuare con questo spirito. Da ora in poi saranno tutte finali. E noi daremo il massimo per questa piazza, sputeremo sangue per questa maglia».
Gianni Tacchi
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