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Lasagna e il conto L’Inter si alza dal tavolo-scudetto

Lasagna e il conto L’Inter si alza dal tavolo-scudetto

Palacio-gol, poi il Carpi ci crede e manda il Mancio a meno 6 Stilettata a Icardi: «Quel gol l’avrei fatto anch’io a 50 anni»

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MILANO. L'Inter delle nove vittorie per 1-0 questa volta non ce la fa, incassa un pareggio che fa molto male al 92', resta al terzo posto con 41 punti e il Napoli che allunga di sei lunghezze: un Carpi - fra le ultime della classe - in dieci uomini fa l'impresa e porta a casa un risultato davvero memorabile. I nerazzurri - dopo una settimana nervosa, fatta di polemiche e veleni seguiti al caso Mancini-Sarri - ne escono fortemente ridimensionati nelle loro ambizioni e nei loro sogni. Mancano gioco e gol e i tifosi nerazzurri si lasciano andare alla rabbia, fischiando sonoramente la loro squadra. Teste basse e musi lunghi per un l'ennesimo harakiri dell'Inter che in casa non sa più vincere (un punto in tre partite), mostra lacune preoccupanti, smagliature gravi in difesa e carenze clamorose soprattutto in avanti. Un' Inter - brutta e disordinata - affronta il Carpi bravo a difendersi senza disdegnare qualche ripartenza. È inutile tenere palla se i gol arrivano con il contagocce, e solo grazie all'abnegazione di un intramontabile Palacio che suda, corre, difende e segna. Icardi è solitario e statico, Ljajic gira a vuoto in una squadra ancora una volta rivoluzionata nell'assetto tattico (venti volte su 21). Qualcosa non va e si capisce subito che il pomeriggio potrebbe riservare amare sorprese: Mbakougu va in gol al 3' ma l'arbitro annulla per un fallo precedente di Martinho. L'Inter sembra scuotersi e Perisic cerca con ostinazione la rete da fuoriarea: due volte di sinistro, all'8' e al 13'. Icardi viene atterrato in area ma non c'è fallo. Handanovic salva su Martinho, poco dopo Crimi evita il gol su deviazione di Palacio con un salvataggio sulla linea. Al 39' finalmente sblocca l'Inter con un bel gol di Palacio su contropiede nerazzurro incredibilmente seguito a un corner del Carpi. Nel secondo tempo, Mancini cambia e sostituisce Telles con Miranda. Belec si supera su Perisic, lo stesso Miranda ci prova, anche Melo tenta da fuori ma al 29' è Martinho a ubriacare la difesa nerazzurra. Arriva il turno di Nagatomo insieme a mutamenti tattici e pizzini di Mancini. Al 38' il Carpi resta in 10 in seguito all'espulsione di Pasciuti per somma di ammonizioni. Belec si supera e protegge la sua porta dalle incursioni di Palacio e Melo. Poi, Icardi avrebbe la palla del 2-0 ma un ottimo Romagnoli si impone sull'attaccante in modo ruvido. Sembra tutto finito ma nei 4 minuti di recupero, si consuma la beffa finale: colpevoli prima Miranda, Murillo e Melo che lasciano passare la palla di Bianco destinata a Lasagna sul quale Juan Jesus non riesce a chiudere. Tiro angolato e pari del Carpi. San Siro si lascia andare a fischi e insulti. Mancini, alla fine è sconsolato e deluso: «Forse non siamo neppure da terzo posto...». E poi se la prende con Icardi, anche se non lo nomina direttamente: «Io a 50 anni avrei fatto gol. Se ti capita quella palla devi fare gol», le sue parole.

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di Redazione web