Il Tirreno

Livorno

IL COMMENTO/1

Tra omertà e strizzate d'occhio un calcio sempre più ipocrita

di STEFANO TAMBURINI
Tra omertà e strizzate d'occhio un calcio sempre più ipocrita

Il commento di Stefano Tamburini: l'ipocrisia del calcio in cui "queste cose ci stanno" ammanta e offusca tutto

3 MINUTI DI LETTURA





Purtroppo c'è qualcosa di molto peggio di quell'offesa omofoba volata a bordocampo da un allenatore all'altro nei minuti finali di una sfida calcistica di coppa Italia. Ed è rappresentata dal velo di ipocrisia che la ammanta, in qualche modo la protegge con il concetto neanche troppo inedito che "nel calcio queste cose ci stanno".

E purtroppo è davvero così. C'è un animo ultrà che ha fatto prigioniero da tempo il concetto di lealtà, a suon di sentirsi dire che "quel che succede in campo dovrebbe restare in campo". Ricordate il disgraziatissimo Mondiale brasiliano di un anno e mezzo or sono e il difensore azzurro Giorgio Chiellini che si affretta a perdonare l'uruguaiano Luis Suarez dopo un morso sulla spalla? Questo è un mondo che vive e prospera nell'omertà e nelle strizzate d'occhio, con il tifo che prevale sempre e comunque sulla ragione. È un mondo dove, a Euro 2004 in Portogallo, lo sputo in faccia dell'azzurro Francesco Totti a Christian Poulsen viene accompagnato da una scia di "se l'è cercata". Ma non solo, non si ha la capacità di accettare serenamente la squalifica e si fa arrivare dall'Italia nientepopò di meno che l'avvocato Giulia Buongiorno, quella che ha fatto assolvere Giulio Andreotti dalle accuse di mafia e, più avanti, farà lo stesso con Raffaele Sollecito per l'omicidio perugino della studentessa Meredith Kercher. Insomma, una dai casi quasi impossibili per una storia che sarebbe stato meglio chiudere lì.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:sport:1.12815108:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/sport/2016/01/21/news/sarri-il-futuro-in-un-cavillo-1.12815108]]

Potremmo riempire pagine e pagine di esempi, di storie viste e sentite negli stadi e tutto intorno agli stadi, a partire dai salotti tv dove "cane non morde cane", dove guardano come un marziano uno come l'allenatore del Genoa, Gian Piero Gasperini, che fa nomi e cognomi di capi ultrà che tengono in scacco squadra e società. Dove si sorride e non si indaga su chi ha fatto entrare striscioni enormi intrisi di offese. Già, in uno degli stadi dove oggi un bambino non può entrare con una bottiglietta d'acqua ma chi ha il reale controllo del territorio può fare e disfare impunemente. Dove spesso le questure vengono a patti con i capibastone delle curve per non avere guai peggiori. Dove lo Stato tratta in diretta tv con un capo ultrà - Genny 'a Carogna, 3 maggio 2014 - per far cominciare una finale di coppa Italia di fronte al presidente del Senato, Pietro Grasso, seduto in tribuna come se niente fosse.

E dove in fondo in fondo le parole del capitano della Nazionale, Gianluigi Buffon, a proposito di certi risultati di fine stagione ("Meglio due feriti che un morto") vengono accompagnate da sorrisi di circostanza. Anzi, c'è chi nella solita compagnia di giro dei salotti tv arriva addirittura a proporre Buffon per una futura presidenza della Federcalcio. Follia pura.

Ecco, siamo al cazzeggio, al niente spinto che però è ben vestito e ammantato della sacralità di un mondo che qui in Italia al vertice ha uno come Carlo Tavecchio, quello dei "negri mangiatori di banane" e delle donne calciatrici che "si pensava che fossero handicappate, però invece...".

E anche qui sorrisi e pacche sulle spalle che si accompagnano alla rincorsa ai precedenti, a quella volta che Maurizio Sarri, l'allenatore del Napoli che ha dato del "finocchio" al collega interista Roberto Mancini, c'era già cascato. O a quell'altra in cui era stato Mancini a giustificare un suo giocatore per un insulto razzista a un avversario.

È la logica del tifo, del difendere a prescindere quello che veste i colori della squadra preferita e attaccare l'"altro". Senza pensare che il nostro è un problema di cultura, di tutti. In Inghilterra personaggi così verrebbero isolati dal sistema. Qui da noi prosperano. Vorrei tanto sbagliarmi, ma anche stavolta questa brutta storia affonderà in un oceano di sorrisetti. Perché il calcio non ha solo i grandi problemi di corruzione ai vertici internazionali e debiti incommensurabili tenuti su in nome e per conto dell'abuso di credulità popolare. È un oppio, una religione pagana che sa di circo folle e pieno di fascino. E dove la parola rispetto talvolta è cucita sulle maglie e quasi mai sulle coscienze.

@s__tamburini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa