Gioco
«Fidatevi, questo Livorno risalirà»
L’ottimismo di Carlo Pinsoglio, un’arma in più dopo il bel rientro
LIVORNO. A Pescara, dopo un mese e mezzo di stop, è stato battuto solo dagli undici metri. Poi tanti interventi super, quello sul colpo di testa da due passi di Benali in primis.
Adesso Carlo Pinsoglio, tra i post amaranto sui social network e tante parole in mezzo al gruppo, cerca di cementare l'ambiente. E punta il Como, tappa da non sbagliare per la salvezza: «Con il Pescara abbiamo dato tutto - ha detto il portiere di proprietà della Juventus, che ha saltato le ultime 5 gare dello scorso anno per un problema alla mano destra - abbiamo sputato sangue. Nello spogliatoio c'era grande amarezza per non esser riusciti a portare a casa neanche un punto, ma quella ormai è una partita da cancellare. Se andiamo avanti parlando sempre del passato, allora le cose rischiano di peggiorare. Bisogna reagire, bisogna rialzare la testa, bisogna cambiare marcia. Io sono sicuro che usciremo da questa situazione tutti insieme».
Parole che quantomeno regalano un pizzico di ottimismo, perché comunque confermano che all'interno del gruppo c'è la sensazione che questa squadra valga molto di più dell'attuale classifica.
L'ultimo k.o. ha portato la squadra in zona playout per la prima volta in questa stagione: può essere un contraccolpo psicologico per un gruppo così giovane?
«Credo proprio di no. Dispiace e fa male essere in quella posizione di classifica, che tra l'altro non meritiamo, ma non dimentichiamoci che siamo gli stessi di inizio stagione. Sì, quelli delle 4 vittorie di fila, del bel gioco, dei sogni… Poi qualcosa è andato storto e abbiamo commesso un po' di errori, ma questa squadra ha le qualità per risalire».
Ma quanto hanno influito alcune decisioni arbitrali?
«Beh, ripensate alla partita di Pescara: restare in 10 dopo 2 minuti non aiuta nessuno, figuriamoci noi in un periodo già delicato. Purtroppo gli arbitri ci stanno penalizzando da un po' di tempo, poi tutto ci gira male. È un momento negativo, ma non dobbiamo abbatterci».
Però questo momento negativo sembra infinito…
«Sta durando da troppo tempo, è verissimo, ma io sono sicuro che da lunedì sera (ore 20.30 all'Armando Picchi, ndc) le cose cambieranno. Daremo tutto per la svolta, per ritrovare i 3 punti e dare una importante svolta anche alla classifica».
Quella con il Como è quindi una sfida decisiva per salvezza?
«No, dire adesso che è una sfida vita o morte mi sembra eccessivo, è iniziato ora il girone di ritorno, Ma indubbiamente è una partita importantissima per il morale, per la classifica e ovviamente per il rilancio. In questo periodo ci stiamo rimboccando le maniche per risollevarci, vogliamo anche regalare una gioia al nostro pubblico».
E magari prendere un'altra strada.
«Certo, da ora in poi dovremo conquistare il maggior numero di punti per raggiungere il nostro obiettivo. Siamo consapevoli di dover lottare fino alla fine per salvare la categoria, ma siamo consapevoli anche di essere in un campionato stranissimo come la Serie B, dove una striscia positiva di 3-4 partite ci permetterebbe di risalire in fretta e allontanare la paura che in questo momento attanaglia un po' tutti».
Nell'ultimo periodo sono scoppiati alcuni casi: Maicon, Ceccherini, ora Vajushi… C'è qualche problema all'interno dello spogliatoio?
«Assolutamente no, questo ve lo posso garantire nel modo più assoluto. Il gruppo è sempre stato unito, sin dal ritiro, sin dalle prime partite. Anzi, adesso lo è ancora di più, visto il momento e questo mi sembra uno degli elementi più importanti. Siamo concentrati solo e soltanto sulla salvezza, da conquistare per noi, per la maglia e per la città»Gua.
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