Si è dissolta la Fiorentina
Bacca e Boateng condannano una squadra involuta, per la prima volta a secco
MILANO. Bacca, ancora lui, e poi Boateng, un redivivo. E il Milan esce dal tunnel: dopo il passo avanti in Coppa Italia, ecco quello in campionato. Bacca, al nono gol stagionale, ha sbloccato subito la partita e i viola, privi di Gonzalo Rodriguez e Badelj, sono apparsi un pò in difficoltà nella fase difensiva.
E all’asciutto in attacco per la prima volta. Il rituale possesso palla è stato ben fronteggiato dalla squadra di Mihajlovic che nel primo tempo ha corso pochi rischi. La Fiorentina ha fatto di più nella ripresa, ma non è riuscita a segnare, Nel finale si è visto anche Balotelli, ma Conte se n’era andato un minuto prima...Non ha visto neppure il gol del raddoppio di Boateng. Mihajlovic, quindi, ha ripreso a vincere in casa dove non faceva l’en plein in campionato da fine novembre.
La fiducia accordatagli da Berlusconi è stato un toccasana importante. Così la vittoria contro una Fiorentina un pò demoralizzata dopo il k.o. interno con la Lazio, servirà molto al morale del Milan, che può sperare nell’Europa League. Torneranno i proclami per un girone di ritorno in grado di riproporre grandi prospettive? Per la Fiorentina, ormai a sei punti dalla vetta, un ridimensionamento drastico o solo un momento negativo? Il Milan aveva recuperato Alex e Antonelli in difesa, Montolivo a centrocampo e Niang in attacco dall’inizio. Sousa aveva dovuto schierare Tomovic al posto di Gonzalo Rodriguez, Bernardeschi a centrocampo, Ilicic e Suarez dietro Kalinic.
Il buon inizio dei rossoneri, in gol dopo 4’ con Bacca, pronto ad andare in profondità sulla sinistra, a superare l’incerto Tomovic, a portarsi la palla sul destro e a insaccare sul palo più lungo, ha sorpreso i viola. Per una decina di minuti il Milan ha schiacciato la Fiorentina nella sua metà campo. Poi, è cominciato il giropalla della squadra di Sousa e, dopo un’azione di Bernardeschi stoppata da Antonelli, il Milan è ripartito qualche volta con Bonaventura e Honda, ma senza finalizzare. I viola, come al solito, hanno tenuto palla, ma hanno trovato sul loro percorso un efficace sbarramento dei rossoneri. Insomma, il possesso palla dei viola si è dimostrato sterile e solo al 38’ una palla bassa da sinistra di Alonso si è dimostrata pericolosa, ma nessuno l’ha raccolta, al centro. Dopo il primo tempo, si è potuto notare un buon Milan e una Fiorentina manovriera, ma incapace di andare a concludere. Si sono notale le assenze di Gonzalo Rodriguez e Badelj. La Fiorentina nella ripresa è parsa più determinata e ha fatto la partita. L’assedio viola ha costretto Donnarumma a diversi interventi. Kalinic, lanciato in contropiede, ha ciabattato fuori e male, doco dopo di testa ha messo alto. Insomma, la squadra di Sousa ha alzato i ritmi e si è fatta più pericolosa. Ma in un break offensivo Bertolacci ha tirato debole su Tatarusanu da pochi metri. Niang, dopo un’azione nella sinistra, ha colpito il palo esterno. Insomma, i viola hanno corso qualche pericolo. Sousa ha fatto entrare Rossi al posto di Suarez, per tentare di far breccia. Mihajlovic ha mandato in campo Kucka al posto di Montolivo, autore di una buona prestazione.
È stato Borja Valero a tentare il tiro (fuori) per i viola, che hanno cinto d’assedio i rossoneri che tuttavia hanno sfiorato con un sinistro di Honda la porta rossonera. Pasqual ha preso il posto di Alonso, zoppicante. Nel MIlan, Boateng al posto di Niang. L’assedio viola non è stato fortunato, anche con Rossi e Babacar. Si è rivisto pure Balotelli (incrocio dei pali, in offside) ma il raddoppio rossonero è arrivato in contropiede con Boateng, che, su splendido assist di Kucka, ha superato Roncaglia (male), ha evitato Tatarusanu in uscita, insaccando a porta vuota. Fine del dramma rossonero e inizio di quello viola? Presto per dirlo, inutile fare troppi drammi anche se adesso i Della Valle dovranno guardare seriamente al mercato per rimpolpare in fretta una squadra appaesa, anche ieri sera, anche abbastanza stanca e spremuta sul piano atletico dea un gioco, quello di Sousa, che chiede sempre molto.
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