Gioco
Saracinesca Caporali «Così ho imparato a parare i rigori»
L’estremo difensore del Montalcino è stato decisivo per conquistare l’importante vittoria contro il Caldana
Il match fra i biancoverdi e la squadra di Liparoto metteva in palio punti pesanti in chiave salvezza e alla fine l'ha spuntata, seppur di misura, la squadra di Gaggi che si è preso i tre punti grazie alla prova fra i pali di Jacopo Caporali. «Il Caldana è partito forte e ci ha messo in difficoltà fin da subito - spiega l'estremo senese - poi al quarto d'ora siamo passati in vantaggio con una bella palla messa in mezzo per Pierangioli e da lì la partita ha cambiato volto. Abbiamo limitato gli avversari come abbiamo potuto ma il Caldana della ripresa voleva pareggiare a tutti i costi. Paradisi alla mezzora si è procurato un calcio di rigore un po' sospetto: sono stato io a causarlo ma per fortuna l'ho parato».
Descrivici il momento del rigore.
«Mi sono buttato alla mia destra e sono riuscito a pararlo».
Dopo quello parato al Casteldelpiano un mese fa un altro penalty sventato. Come si prepara un portiere per i calci di rigore?
«Sono alto un metro e novantacinque e questo mi aiuta a coprire bene la porta, cerco di capire la direzione del tiro dal movimento dell’attaccante e mi butto all'ultimo. Ho avuto due ottimi preparatori: Carmelo Lovecchio e Rossano Berti che quando avevo 18 anni era il preparatore del Siena in A, la squadra si allenava a Buonconvento dove io giocavo in seconda categoria e da lui ho imparato molto».
Campionato difficile per questo Montalcino rispetto alla scorsa stagione.
«È cambiato tutto lo staff e la prima parte del campionato non è stata facile. A dicembre è arrivato mister Gaggi e le cose sono cambiate, abbiamo affinato il 4-2-3-1 con gli esterni alti e i risultati stanno arrivando, con sei punti nelle ultime due partite».
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