Il Tirreno

Livorno

«La squadra è viva io sono ottimista»

di Fabrizio Pucci
«La squadra è viva io sono ottimista»

Spinelli non cambia linea e annuncia la cessione di Vajushi

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. A caduta libera, in cerca di uno schianto. La frase rubata ai Subsonica fotografa bene la situazione del Livorno che non vede la luce in fondo al tunnel. La classifica è un pianto, ma Spinelli prova a sorridere: «La partita di Pescara – ha detto – l'hanno vista tutti. Il nostro Livorno ha dimostrato di essere vivo. La squadra è stata combattiva. Ho rivisto l'atteggiamento che piace a me. Siamo stati sfortunati negli episodi- chiave. Sapete che cosa mi fa più male? Quel contropiede di Vergara al 90'. Se avesse passato il pallone a Vantaggiato avremmo addirittura vinto. Al di là di questo, però, se mettiamo quel carattere restiamo in serie B. Perché il nostro obiettivo ormai è la salvezza».

Proprio quello fissato a inizio stagione. Il problema è che in corso d'opera si era trasformato nella promozione e poi nei playoff. Che dire. Speriamo che l'obiettivo non diventi un posto nei playout perché qui ridendo e scherzando ci siamo impelagati nella lotta per evitare uno degli ultimi tre posti.

NIENTE ALIBI. Spiegare la sconfitta di Pescara con le sole decisioni arbitrali significherebbe spostare l'attenzione dai problemi della squadra che comunque in effetti ha fornito una prestazione di lotta e sacrificio. Spinelli lo sa e infatti preferisce glissare sull'argomento: «Guardate. Sugli arbitri non so più che cosa dire. È chiaro che c'è una specie di dittatura di cui siamo vittime, ma è bene non andare oltre con i pensieri. Cerchiamo di fare il nostro dovere come l'altro giorno a Pescara. Certo: l'espulsione di Emerson grida vendetta. Mettiamola così: il Puma ha altri quindici giorni a disposizione per migliorare la condizione fisica».

IL CASO VAJUSHI. Spinelli si fa serio quando il discorso cade sull'albanese. Il suo rifiuto di entrare in campo a Pescara proprio non va già al presidente: «Magari il suo ingresso non avrebbe cambiato la partita, ma quando l'allenatore chiama, il giocatore ha il dovere di rispondere presente. Faremo una multa salata a Vajushi che sarà ceduto. La maglia del Livorno va onorata. Chi non lo fa è giusto che se ne vada. Su questo aspetto proprio non transigo. Abbiamo già individuato le alternative a Vajushi e stiamo lavorando per portare in amaranto alcuni giocatori».

SITUAZIONE MUTTI. È inevitabile parlare dell'allenatore. Fino ad ora – per sfortuna o per errori – il tecnico bergamasco non ne ha azzeccata una: due pareggi interni e tutte sconfitte. Numeri che se li avesse messi insieme uno qualsiasi dei suoi predecessori della gestione Spinelli, sarebbero costati l'esonero senza ricorrere all'uso delle buone maniere.

Stavolta invece il presidente è indulgente e sembra aver attinto alla riserva aurea della pazienza: «Mutti deve stare sereno e continuare a lavorare» ha sentenziato.

Il guaio è che serena non è la classifica e nemmeno la tifoseria e la china intrapresa è assai preoccupante.

APPELLO AI TIFOSI. Lunedì prossimo arriva il Como, avversario che evoca antiche, epiche battaglie e che adesso è diventato un vero e proprio spareggio salvezza: «È proprio così – ha confermato il presidente – e per questo motivo spero che i tifosi diano una mano alla squadra. In un momento così delicato è davvero necessario che stiamo uniti, per cui mettiamo da parte gli attriti e prendiamoci questi tre punti fondamentali. Il campionato è ancora lungo, ma dobbiamo ricominciare a vincere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web