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Il Livorno ai playout e il viaggio di Mutti a Montenero

Alessandro Bernini
Il Livorno ai playout e il viaggio di Mutti a Montenero

Dopo la sconfitta a Pescara si complica la situazione degli amaranto. Un disastro i numeri del tecnico: 2 punti in 8 partite - LE FOTO DELLA PARTITA

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LIVORNO. Mutti dovrebbe fare una camminata a Montenero. I numeri sono un disastro: 2 punti in 8 partite. E oggi siamo dentro ai playout. La legge di Murphy ci travolge, ci assedia, ci asfalta, ci distrugge. Il Livorno perde una partita pazzesca e ci dispiace da matti perché avremmo voluto dedicare un bel risultato a Vinicio Saltini. Vinicio era un pezzo importante della storia del Livorno Calcio. Lo ha sempre amato, ha sempre voluto che il giornale della città fosse al fianco dei colori amaranto anche nelle giornate buie, quando andavi in trasferta e ad attenderti trovavi la festa di paese. E fino all'ultimo, con le forze che aveva, ha sfidato la malattia per seguire come poteva il suo Livorno. Ci mancherai Vinicio.
Purtroppo la partita peggio di così non poteva andare. Un espulso (rosso a Emerson dopo due minuti) e due rigori contro, la beffa in pieno recupero quando Caprari dal dischetto ribalta tutto e firma il 2-1. Ci è caduto il mondo addosso, perché questo Livorno battagliero meritava di più. I segnali, lo ripetiamo da tempo, sono inquietanti: sembra che non ci sia una via d'uscita. Mutti dovrebbe fare una bella camminata a Montenero. Intanto per lui i numeri continuano a essere un disastro: 2 punti in 8 partite. Nella storia di Spinelli, è il primo allenatore a resistere con un ruolino di marcia del genere. E oggi siamo dentro i playout.
L'arbitraggio. Chiariamo subito, per evitare troppi discorsi: l'espulsione non c'era, i rigori sì. Emerson subisce prima il fallo di Lapadula, l'arbitro non vede o fa finta di non vedere, poi però si ricorda di avere l'occhio lungo e allora si sveglia sulla seconda parte dell'azione. Il rosso non c'era, il Livorno non doveva giocare oltre 90' di partita in 10 uomini.
I rigori invece ci stanno in base al regolamento, anche se a volte (soprattutto il primo) abbiamo visto arbitri che lasciano correre. Due ingenuità ma vanno inserite in un contesto nel quale la difesa del Livorno è sempre rimasta sotto pressione. Non per giustificare Regoli e Lambrughi, ma per evitare che venga gettata la croce addosso a loro.
Esperimento 3-5-2. In 10 il Livorno ha fatto la partita che doveva, che poteva: di contenimento. Si è messo dietro, ha lasciato che il Pescara giocasse palla, poi ha alzato la diga. Il gol di Moscati ci ha illuso, i due rigori ci hanno distrutto.
Aperta e chiusa la parentesi della difesa a tre: cacciato Emerson siamo tornati a 4 e a questo punto lo tesso sistema lo rivedremo anche col Como lunedì prossimo (anche perché Emerson non ci sarà) in quello che diventa un vero e proprio spareggio.
Aggrappati a Pinsoglio. Chiaro che dopo l'espulsione di Emerson (quindi subito) la partita si sia giocata quasi in una sola metàcampo. Il Pescara ha iniziato a assediare il Livorno nella sua trequarti, con gli amaranto arroccati in un 4-4-1 per proteggere Pinsoglio. A volte sono stati bravi i centrali Vergara e Ceccherini, a volte sono stati ottimi i recuperi di Luci, altre volte ci hanno pensato gli esterni Regoli e Lambrughi. Ma il vero baluardo è stato Pinsoglio che autore di almeno tre paratone, di cui una clamorosa, con mezzo stadio già in piedi ad esultare: il colpo di testa di Benali al 34' da due passi sembrava un gol fatto, invece Pinsoglio è uscito dal nulla andando a smanacciare la palla sulla linea di porta. Parata pazzesca.
Che beffa. Purtroppo però il peggio doveva ancora arrivare. L'illusione è arrivata con il gol di testa di Moscati, su assist di Vantaggiato. Una delle poche sortite del Livorno, concluse con un colpo da biliardo di Moscati che ha visto il portiere Fiorillo posizionato male.
Era l’11’. Mancava tanto. Troppo purtroppo. Oddo ha azzeccato la mossa giusta, mettendo dentro l’imprendibile rumeno Mitrita al posto di Mandragora. Il Pescara ha ripreso ancora più vigore e dopo poco è arrivato il pareggio su rigore per fallo di Regoli su un Cocco che non aspettava altro per potersi tuffare. Lo stesso Cocco dal dischetto ha firmato l’1-1 con la sua prima rete stagionale: un classico, dopo Marilungo abbiamo resuscitato anche Cocco.
Anche il punto sarebbe stato oro colato. Il Livorno lo ha difeso con le unghie, arretrando ma senza mai mollare. Ma la pugnalata al cuore è arrivata al 46’, quando c’era solo da gettare i palloni più lontano possibile. Stavolta il fallo è stato di Lambrughi, perfetto fino a quel momento. E Caprari dal dischetto ha firmato la nostra condanna.
Ora bisogna rimettere insieme i cocci. Ce ne sono tanti (vedi il caso Vajushi) ma vogliamo pensare positivo: un Livorno così battagliero può rialzarsi.
 

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di Redazione web