Gioco
Scommesse al Caprilli per mezzo milione, ma il futuro è in bilico
Nell’ultima giornata di corse invernali arrivano due record quello delle puntate ma anche di presenze di pubblico
LIVORNO. Si è chiusa come meglio non si poteva immaginare la stagione invernale al Caprilli.
Il convegno di Santo Stefano che per qualche stagione era migrato al Prato Degli Escoli ha fatto registrare numeri da capogiro.
Basti pensare che solo nella quinta corsa sono stati scommessi oltre duecentomila euro quando, a volte, in una riunione presa nel suo insieme si giocano settanta-ottantamila euro.
In totale nel pomeriggio sulle corse livornesi si sono riversati circa cinquecentomila euro, dei quali oltre trentamila raccolti direttamente sul campo. E poi tutta la "coreografia" visto che oltre alle bellissime corse è stata organizzata anche una prova per i ponies, insieme ad altre simpatiche iniziative dedicate soprattutto ai bambini. E il pubblico livornese non si è fatto pregare per prendere la via dell'ippodromo: con l'ingresso gratuito è impossibile fare delle stime precise ma c'è da credere che nei recinti dell'ippodromo si siano riversate non meno di 3-4 mila persone.
Tutto questo a suggello di una stagione invernale di grande successo. Anche nelle riunioni precedenti le corse sono sempre riuscite molto bene e la scelta di posticipare l'orario di inizio convegno ha fatto si che i movimenti di gioco, in particolare nelle ultime corse del programma, siano stati sempre molto elevati e ben superiori alle medie nazionali.
La Livorno Galoppo con la decisione di privarsi di qualche giornata ha potuto potenziare il montepremi delle corse: scelta nel segno di "poche ma buone" che ha dato però i suoi frutti anche in termini di partenti visto che la media per corsa ha superato le otto unità.
Una media niente male in considerazione del periodo di recessione che sta colpendo tutto il mondo del turf che negli ultimi anni ha perso molto sia come forza lavoro ma anche, e soprattutto, come numero di cavalli in attività.
Insomma il Caprilli, nonostante tutti i problemi è ancora vivo e vegeto, e se gestito adeguatamente può rivelarsi uno dei cardini dell'ippica nazionale, non solo nel periodo estivo ma anche nei mesi freddi. Terminata la stagione invernale si aprono però degli scenari non del tutto rosei per l'ippodromo labronico.
Come molti già sapranno con la fine della gestione della Livorno Galoppo a tutti i dipendenti della società sono state consegnate le lettere di licenziamento e questo è ovviamente l'aspetto più negativo. Dopo la delibera del giudice dovrebbe essere la società Alfea a subentrare alla Livorno Galoppo per la gestione dell'ippodromo ma, visto il particolare momento che sta attraversando tutta l'ippica italiana l'Alfea avrà ancora la voglia e la forza di gestire oltre che l'ippodromo di San Rossore anche quello livornese?
Dubbio più che lecito che apre a un "ventaglio" di possibilità, magari quella di una co-gestione tra la stessa Alfea e la Livorno Galoppo o perché no, una sorta di affidamento del Caprilli alla Livorno Galoppo, previa il pagamento di un canone di gestione all'Alfea.
Tutta una serie di questioni da discutere a tavolino con l'Amministrazione comunale, anche se il tempo in questo caso è davvero "tiranno".
Bisognerà fare molto alla svelta perché sono sempre a rischio tutti i "servizi" legati all'ippodromo, e parliamo di acqua, energia elettrica, gas, pulizie cesseranno di funzionare e questo potrebbe causare dei gravi disagi agli allenatori, ma soprattutto ai cavalli, che vivono nelle scuderie del Caprilli. Insomma il futuro è un’incognita
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
