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Emerson e fasce nuove: così cambia il Livorno

di Gianni Tacchi
Emerson e fasce nuove: così cambia il Livorno

Senza rinforzi, Mutti prepara la trasferta di Pescara con la difesa a tre Ma le condizioni del Puma e l’eventuale rilancio di Ceccherini sono nodi delicati

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LIVORNO. Il passaggio al 3-5-2 non è più una novità. Aldo Spinelli e Bortolo Mutti ne avevano parlato subito, a Genova, addirittura prima di trovare l’accordo fino a giugno. All’epoca c’era però un ostacolo, l’infortunio di Emerson, l’unico in grado di fare il perno in una difesa a 3. Ora invece il brasiliano sta meglio e negli ultimi giorni, insieme agli altri ritardatari Ceccherini e Vergara, ha svolto qualche allenamento in più rispetto al resto del gruppo. E anche ieri, alla ripresa dopo un giorno di stop, il nuovo modulo è stato sperimentato. Sì, la rivoluzione è realtà. E quindi sabato pomeriggio, a Pescara, si vedrà l’atteso 3-5-2.

I MOTIVI DEL CAMBIO. Ma perché questa novità? Intanto per cercare la svolta, visti i 2 punti nelle 7 partite con Mutti in panchina e la zona retrocessione a un centimetro. Poi per dare solidità alla difesa, che con l’ex tecnico del Padova ha una media di 2 gol subiti a gara (14 in totale). Giocando a 3 dietro, ci saranno uno tra Ceccherini e Gonnelli sul centro-destra e uno tra Lambrughi e Gasbarro dall’altra parte, elementi che si trovano meglio in uno schieramento del genere che in una linea a 4.

E lo stesso discorso vale soprattutto per Emerson, perfetto come play basso. Gli esterni garantiscono poi copertura e raddoppi in fase difensiva, sempre fragile nel corso del girone d’andata. Soprattutto sulla parte destra, zona che in questa prima metà di gennaio ha perso Maicon (ideale come quinto di centrocampo) e Calabresi (chiuso nella nuova difesa a 3) ma ha trovato Regoli, unico volto nuovo in casa amaranto.

VERSO PESCARA. Il primo Livorno del 2016, quello dell’Adriatico, non sarà comunque spregiudicato. E i segnali dovrebbero arrivare proprio dalle corsie laterali: a destra l’idea è Moscati, che con Mutti è sempre stato titolare, mentre a sinistra cresce l’ipotesi Gasbarro, che si è adattato a questo ruolo anche la scorsa stagione a Pontedera e ora è favorito su Jelenic e Kukoc. Proprio da quest’ultima scelta dipenderà il messaggio del tecnico alla squadra, dipenderà l’atteggiamento generale. Dietro, al di là del punto interrogativo sulle condizioni di Emerson, ci saranno invece Gonnelli (in vantaggio su Ceccherini) e Lambrughi. Qualche dubbio in mezzo, dove Schiavone partirà dall’inizio insieme a due tra Luci, Cazzola, Biagianti e Jelenic: pescare fra i primi tre significherebbe costruire un centrocampo muscolare, inserire Jelenic garantirebbe invece vivacità e tempi di inserimento, caratteristiche assenti tra gli altri mediani amaranto. Tutto in attesa di qualche mossa sul mercato, che dovrebbe portare proprio un centrocampista di qualità. Occhio infine a Moscati, che potrebbe fare la mezz'ala e lasciare la corsia destra a Regoli.

LE SOLUZIONI IN ATTACCO. Davanti la certezza è ovviamente Vantaggiato, mentre la sorpresa potrebbe essere Vajushi. Sì, l’albanese al fianco del toro è un’ipotesi concreta, in quello che forse sarebbe un 3-5-1-1. D’altronde le ali come lui e Fedato (tornerà tra 15-20 giorni) dovranno adattarsi da seconda punta, visto il cambio di modulo. Le alternative a Vajushi, per Pescara, sono invece Comi e Pasquato per un puro 3-5-2.

Ma alla fine conterà soprattutto l’atteggiamento, perché la tifoseria ha ancora negli occhi i disastri con l’Ascoli e il Lanciano. Che hanno un chiuso un 2015 da incubo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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