Gioco
A 18 anni sul trono d’Italia: «La lotta è la mia vita»
Livorno, Simone Iannattoni conquista il titolo italiano, contro avversari molti più esperti «Mi alleno ogni giorno, voglio che questo sport diventi il mio lavoro»
LIVORNO. Appassionati di sport e ammiratori di atleti livornesi che sognano allori olimpici, non dimenticate questo nome: Simone Iannattoni. Diciotto anni compiuti a ottobre, nelle scorse settimane a Torino, il ragazzo nato alle Sorgenti e portacolori dell'Asd New Popeye Club, si è aggiudicato il titolo italiano assoluto nella lotta stile libero, categoria 86 kg. L'impresa è quasi da Guinness dei primati perché Iannattoni è al suo primo anno juniores: significa che ha ancora due stagioni da disputare a livello giovanile, prima si spiccare il volo tra i 'big' della lotta libera. E invece proprio lui, il più giovane di tutti, si è sbarazzato della concorrenza che comprendeva atleti esperti e navigati a cominciare da Salvatore Grisanti, colonna portante della Nazionale.
In passato solo il suo mentore Riccardo Niccolini era salito sul tetto d'Italia combattendo da juniores. Il successo è di tutta la città che ha riportato a casa un titolo assoluto che mancava dai primi anni Novanta, quando fu Nino Chelucci a festeggiare.
Simone, complimenti. A questo punto nessun traguardo può essere precluso...
«Calma! C'è ancora tanto lavoro da fare. Di certo questo successo equivale a un carico di autostima, la strada che porta ad altri successi è ancora lunga».
Dicono di lei che abbia tutto: intelligenza tattica, velocità e forza.
«Sto lavorando molto sul piano psicologico. La gestione della tensione è fondamentale. Agli assoluti di Torino da questo punto di vista sono stato bravo. Prima ero un po' più debole di testa. Ora molto meno e i risultati sono arrivati».
Che cos'è per lei la paura?
«È la paura di perdere, non dell'avversario».
Quanto si allena alla settimana?
«Sei giorni su sette, perché la domenica gareggio».
Non le pesa questo sacrificio?
«No. Ho sempre amato gli sport da combattimento. Quando ero piccolo un collega di lavoro di mia mamma mi consiglio di iniziare a praticare lotta libera ed eccomi qua. Questo è uno sport bellissimo con regole precise e grande rispetto degli avversari. Ho molti amici nell'ambiente».
Non dica che non ha distrazione: a 18 anni è normale averne...
«Diciamo che non mi lascio condizionare da altre cose. E' chiaro che rinuncio ai divertimenti tipici della mia età, mala lotta va avanti a tutto. Ad esempio: se salto un allenamento il mio fisico sente che deve recuperare l'attività perduta e allora lavoro il doppio».
Ha una struttura mentale molto solida, per la sua età.
«Di questo ringrazio i miei genitori e l'educazione che hanno dato. Ho un obiettivo: fare della lotta il mio lavoro. E per centrarlo servono sacrificio e determinazione perché questo è uno sport di fatica. Il futuro? Devo finire la scuola, sono in quinta all'Istituto per Geometri. Dopo di che spero di entrare in un gruppo sportivo per potermi allenare e lavorare».
Se le dico Olimpiadi che cosa mi risponde ?
«Sorrido. Per partecipare a Rio 2016 sono ancora troppo giovane. Però metto nel mirino i giochi del 2020, ma soprattutto quelli del 2024».
Ricorda lo 0586 di Aldo Montano ?
«Eccome no! Se dovessi centrare un successo importante porterei con me la bandiera del Livorno. Quando gareggio rappresento l'Italia, ma soprattutto la mia città. Per me il senso di appartenenza è un valore assoluto».
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