Gioco
Mandzu-gol e il segreto Allegri
«Mi è stato vicino quando non segnavo, la svolta è merito suo»
ZAGABRIA. «La Juve è partita molto bene, abbiamo vinto la Supercoppa, ho segnato in quella gara contro la Lazio, tutto sembrava andare per il meglio ma all’inizio del campionato siamo incappati in due sconfitte e un pareggio e siccome non sono in linea con il valore della Juventus sono cresciute le tensioni».
Mario Mandzukic ripercorre il cammino della Signora e ammette che la sua avventura, Supercoppa a parte, non è cominciata come sperava. «È stato un brutto periodo per la squadra e per me, stavo giocando male e mi sono infortunato, con un’infezione che mi ha colpito per lungo tempo e mi ha debilitato, a volte stavo sveglio per tutta la notte pensando a cosa succedeva, ero disperato perché non riuscivo a vedere la via d’uscita, cosa mai successa in carriera. Non stavo cercando degli alibi, nella partita contro l’Udinese, ho colpito un cartellone pubblicitario con il gomito, per un’infezione ho dovuto prendere gli antibiotici e il dolore è continuato per due mesi, mi sentivo debole, senza forze, poi ho avuto un infortunio con il Genoa, lavoro differenziato, un periodo terribile».
Poi le cose sono cambiate, Allegri lo ha sempre difeso e aspettato e il bomber croato ha risposto alla sua maniera: gol e grandi prestazioni. «Il mister mi ha aiutato, aveva fiducia e aveva insistito per il mio arrivo, un fattore molto importante per le decisioni di ogni giocatore, mi è stato vicino nel momento difficile e questo significa molto per me», ammette l’ex Bayern che elogia anche la società per come ha gestito il momento difficile.
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