Il Tirreno

Livorno

Dalle moto al supporto a una coppia di amici La Dakar di Casuccio

di Michele Nannini
Dalle moto al supporto a una coppia di amici La Dakar di Casuccio

Il centauro follonichese è al fianco dell’equipaggio composto da Stefano Marrini e Stefano Sinibaldi, in gara con una Pajero

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FOLLONICA. Dodici mesi fa era in gara coronando un sogno inseguito negli ultimi 7 anni, da quando cioè aveva iniziato ad andare in moto e si era messo in testa di riuscire un giorno a correre la Dakar. Adesso è tornato sul luogo del delitto ma non veste più tuta e casco, “limitandosi” per il momento a fare da supporto a Stefano Marrini e Stefano Sinibaldi. Per Matteo Casuccio, il pilota follonichese che nel 2015 concluse la maratona sudamericana al 60° posto, il fascino del raid più famoso al mondo è stato ancora una volta troppo forte per non rispondere alla chiamata del cuore, della testa e di chi ha riconosciuto in lui le competenze tecniche necessarie al supporto di una competizione così estrema. Marrini, aretino di 41 anni, è alla sua terza partecipazione. Per il raid iniziato ieri da Buenos Aires Marrini ha scelto Matteo per far parte del team che lo aiuterà in corsa. “Sono di supporto a Marrini e Sinibaldi per la revisione del road book e la preparazione della navigazione della tappa” spiega Matteo. L'esperienza maturata nella scorsa edizione ha completato a dovere il curriculum di Casuccio che è così entrato ufficialmente a far parte del team in gara col numero 413. “E' strano ed anche un po' frustrante essere ancora qui da non concorrente, anche se indubbiamente più facile – continua il centauro follonichese – ho incontrato gli amici piloti in fase di verifica e mi è sembrato impossibile sapere di aver corso questa gara e di averla finita. Fra i motociclisti che corrono la Dakar si instaura un rapporto affettivo che è quasi fraterno, chi ha condiviso con te lo spirito e le fatiche della competizione ti rimane legato come se fosse un consanguineo, per questo pur stando quest'anno “in panchina” riesco ancora a vivere le loro emozioni e a vedere la gara con i loro occhi.” Da pilota a digiuno di Dakar Casuccio è passato insomma in dodici mesi ad essere considerato come un punto di riferimento per chi continua a percorrere le strade sudamericane in gara. Perché oltre a curare i road book di Marrini ha aiutato anche Livio Metelli, in gara fra le moto con il pettorale 151 su Ktm. “Livio è al debutto alla Dakar e mi sta facendo rivivere più da vicino le mie stesse emozioni, ho passato con lui durante la scorsa estate un po' di tempo cercando di trasmettergli quanto più e meglio potevo la mia esperienza, è una persona umile e un bravissimo pilota, spero che raccolga quanto merita. A mio avviso quella di quest'anno sarà una Dakar ricca di colpi di scena che mi gusterò dall'esterno – conclude Matteo – poi appena tornerò in Italia comincerò a lavorare per cercare gli sponsor in vista di un possibile ritorno in gara nel 2017, servirà un lavoro ancora più importante di quello fatto due anni fa per l'edizione 2015.”

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