Gioco
Nogarin a Alfano «Dovete punire i tifosi dell’Ascoli»
LIVORNO. Livorno può sopportare le sconfitte sul campo della sua squadra di calcio, ma non le offese ai suoi ideali di antifascismo e antirazzismo. Una settimana fa all'Ardenza l'Ascoli ha battuto...
LIVORNO. Livorno può sopportare le sconfitte sul campo della sua squadra di calcio, ma non le offese ai suoi ideali di antifascismo e antirazzismo. Una settimana fa all'Ardenza l'Ascoli ha battuto gli amaranto per 3-1: può starci nelle pieghe di una stagione di sofferenza come questa. Ciò che la città non ha accettato sono i cori fascisti e antisemiti intonati dai tifosi marchigiani presenti in curva sud: una piccola rappresentanza degli ultras ascolani politicamente da sempre schierati a destra.
Passate le festività natalizie Livorno si è mossa nelle sedi istituzionali. Il sindaco Filippo Nogarin ha inviato una lettera al Ministero degli Interni Alfano, al presidente della Figc Tavecchio e al presidente della Lega Serie B Abodi nella quale vi si legge che «niente può giustificare, in alcun modo, slogan altamente offensivi ed indegni, provenienti dal settore dei tifosi piceni (“boia chi molla”, “duce duce” e “livornesi ebrei”)». Il sindaco prosegue scrivendo che stupisce come non siano stati presi provvedimenti dal delegato ministeriale responsabile dell'ordine pubblico presente allo stadio.
Nel pomeriggio ha preso la parola Andrea Morini, portavoce di Nogarin: «I cori sono vergognosi. Ci siamo mossi anche perché vengano presi provvedimenti a termini di legge dei confronti di chi si è reso protagonista di tale scempio. Gli ascolani hanno oltraggiato i valori della città di Livorno e non potevamo rimanere indifferenti. Anzi. Invitiamo gli sportivi livornesi che il 23 dicembre si trovavano alla partita a fornire prove testimoniali anche sotto forma di registrazioni sonore di quei cori perché – ci ha spiegato il presidente Abodi – senza quelle non è possibile somministrare alcuna sanzione ai tifosi bianconeri».
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