Gioco
Coppino e la sfida a Moser, lo sprint inizia a 80 anni
Livorno, Ivo Sforzi ci riprova e va a caccia del record mondiale dell’ora cicloamatori «Vivere ha un senso se hai sempre degli stimoli. È una pazzia ma ce la farò»
LIVORNO. Ivo Sforzi alla soglia degli ottant'anni vuole riprovarci. Infatti, il ciclista che stabilì il record mondiale dell'ora cicloamatori nel luglio del 1984 a Fornacette all'età di 48 anni (media 38,776, tutt'ora imbattuta), ha deciso di ritentare l'impresa.
Un progetto, questo, che gli ronzava in testa già da tempo. «È bello avere sempre nuovi stimoli, cullare un sogno _ spiega _ dunque ho deciso di entrare in questo ordine di idee. Anche perché - aggiunge Sforzi _ a fine mese chiudo l'attività col negozio di cicli di via Mentana, portato avanti per oltre 26 anni, alcuni dei quali trascorsi in via Carlo Bini, e in pensione con le mani in mano non voglio starci».
Ivo Sforzi, insomma, esce dal commercio («lo faccio a malincuore ma il mercato è cambiato, c'è troppa concorrenza in questo settore tra internet e supermercati…»), ma si rituffa nella sua passione che lo ha visto in gioventù brillare come pistard, con vittoria del campionato italiano, vittorie nelle cronoscalate, oltre 80 successi in linea e 400 piazzamenti nei primi cinque. «Il ciclismo è ancora la mia via, i 79 anni che compirò l'11 gennaio proprio non li sento e se ne accorgono anche i miei amici quando la domenica andiamo a fare la solita, irrinunciabile, pedalata».
Ivo (conosciuto nel mondo delle due ruote come Coppino) ottenne il successo del record dell'ora nell'84 sulla scia di quello che aveva stabilito Francesco Moser, il suo ciclista preferito. E fu proprio Moser a dargli un grande aiuto, che gli mandò bici, ruote lenticolari, body, scarpette e tutto l'occorrente.
«A quel tempo - racconta Ivo nel negozio che ormai e quasi svuotato - ero ispettore della Motta a Milano, però dopo il gesto di Francesco con grandissimo sacrificio riuscii a trovare il tempo per allenarmi, perché non potevo né volevo deludere le sue aspettative. E ce la feci anche se incappai una giornata ventosa che mi costrinse anche a rinunciare alle ruote lenticolari».
Sorride "Coppino" Sforzi, classe '37, che porta gli anni con una disinvoltura incredibile. «A Moser non ho ancora accennato la voglia di riprovarci, ma so già che quando glielo dirò in trentino mi darà del matto». Ora la tecnologia è cambiata. «Avrò bisogno di una bici al passo con i tempi _ spiega _ così come di tutto l'occorrente; chi tenta il record dell'ora ormai sembra un marziano, perché si guadagnano secondi a giro».
La pista di Fornacette è stata dismessa da anni. «Il tentativo dovrò farlo sulla pista di San Carlo a due passi da San Vincenzo, un impianto che conosco bene perché la mia prima parte della vita l'ho trascorsa a Piombino dove sono nato e dove ho iniziato a amare questo sport. Recentemente un signore di 105 anni ha girato per un'ora con una media di 25 orari». «Questi sono esempi che fanno bene a tutti _ puntualizza Ivo _, anche ai giovani perché lo sport è una cosa seria e se fatto senza prendere scorciatoie può permettere di vivere meglio e più a lungo». Insomma, prepariamoci a vivere questa sfida complicata ma piena di fascino che “Coppino” Sforzi è pronto a lanciare al mondo del ciclismo e anche a se stesso.
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