Gioco
Facebook fa il miracolo e Carlotta Zofkova ritrova il padre sparito
La nuotatrice ha finalmente coronato il suo sogno Il genitore, un nobile e vive a Biarritz, l’ha riconosciuta
ROMA. Quando chiedevi a Carlotta Zofkova di raccontarsi, lei rispondeva sempre con ironia triste: "Ho una storia complicata...". Mamma di Praga, papà sconosciuto. E complicata s’è trasformata la ricerca di quel genitore sparito. 22 anni: tanto ha atteso una delle migliori nuotatrici azzurre per trovarlo. Fino a questo fine anno: Carlotta ha trovato il papà, che l’ha riconosciuta nel comune di Lugo di Romagna. Il padre è un nobile di Biarritz, il conte Jean Costa de Saint Genix de Beauregard: che a 70 anni, ha redento il suo cuore e reso felice l’atleta azzurra. Una ricerca accelerata negli ultimi 2 anni: Carlotta deve al fratello Stefano, pallanuotista che la portò la prima volta in piscina, l’idea del primo "aggancio", grazie a Facebook. "Stefano diventò amico di Charles Amédée, che vive a Parigi dove si occupa di pietre preziose, dicendogli di avere una sorella che stava cercando un contatto per conoscere suo padre. Io non sapevo nulla, lui gli risponde, contento di potermi aiutare e convinto dalla somiglianza. Mi dice però di contattare sua sorella, Elisabeth che vive a Los Angeles, ha 40 anni e fa l’attrice di cinema. Anche in questo caso, la somiglianza è stata importante per ottenere una risposta". Carlotta per tanti anni era andata con mamma Alena in vacanza in Bretagna, a Dinard, dove i due si erano conosciuti, nel tentativo di "localizzarlo" magari in mongolfiera, mezzo col quale trasportava turisti. Ma senza ottenere riscontri: perché papà, viveva ormai a Biarritz. Internet è stata la svolta decisiva. “uun giorno mi sono decisa a scrivergli su Facebook 'Ciao sono Carlotta, sono tua figlia, questa è la mia foto'. Ma lui non ha risposto, non era mai connesso, forse perché continuava a fare il giramondo per lavoro". L’asse Parigi-Los Angeles è stato decisivo: "Papà, non puoi dire che non è tua figlia" pressavano Charles ed Elisabeth.Il primo contatto ufficiale tra Carlotta e il papà risale a gennaio scorso: "Mi scrive, mi fa domande e io gli racconto la mia vita, lui mi conferma che continua a ad andare in mongolfiera è che è un nobile. Finalmente mi dà la sua email: durante i campionati primaverili, ha cominciato a scrivermi con più insistenza, poi tutti i giorni. Prima dei 18 anni volevo provare il riconoscimento legale, attraverso il Dna, ma sentimentalmente sarebbe stato brutto fare tutto per vie burocratiche". Carlotta scoprirà che le vie del riconoscimento le aveva avviate silenziosamente proprio papà: "Me lo aveva tenuto nascosto a maggio, senza chiedermi nulla. Verso il 20 giugno me lo dice e io quasi non ci credevo, sono scoppiata a piangere. Ancora oggi fatico a credere nel suo gesto, anche la mamma era contentissima, è stata bravissima a gestire queste situazioni".
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