Sicurezza
Spinelli scappa e non apre bocca
Un retroscena prima del match: è saltata la trattativa con un gruppo albanese
LIVORNO. Al terzo gol dell'Ascoli il presidente ha ritenuto che la misura fosse colma. Si è alzato e ha abbandonato lo stadio mentre montava la contestazione. Poi ha staccato il telefono. Anche per lui sarà un Natale amarissimo con la mente piena di dubbi e di pensieri sul futuro di Mutti. E dire che la sua serata era iniziata all'insegna del buon umore con il brindisi prenatalizio con la stampa diventato l'occasione per parlare del futuro del Livorno.
LA TRATTATIVA SFUMATA. Prima della partita Spinelli aveva confidato una novità. «Stasera avrei voluto annunciarvi la definizione di una trattativa che andava avanti da tre mesi. E invece proprio due giorni fa è saltato tutto. La controparte? Gente seria, credibile. Albanesi con tanti soldi e grande passione. Li aspettavo il 21 dicembre dal notaio, ma non si sono presentati. Il motivo? La situazione di classifica che non è più solida come all'inizio della trattativa. Iniziammo a parlare quando eravamo primi e a punteggio pieno. Forse hanno virato su una società che ha maggiori prospettive di promozione rispetto a noi».
Quindi il calo di rendimento della squadra ha fatto saltare tutto: «Può darsi – conferma – anche perché dietro questa cordata c'erano persone abituate a stare nel calcio ad alti livelli. Una di queste ha un figlio calciatore e che aspira a giocare nella massima serie, quella che adesso non possiamo garantire. Secondo me hanno bussato alla porta del Bari».
DOCUMENTI PRONTI. Questa volta lo storico passaggio delle consegne è stato proprio ad un passo: «Sì. Personalmente ho messo due milioni per ripianare il disavanzo di gestione fino al 31 dicembre. Insomma. Ero pronto a cedere. Dal primo gennaio il Livorno sarebbe stato di proprietà degli albanesi. In pratica avrei regalato la società. Invece sarò io ad andare avanti almeno fino al 30 giugno. Per chiudere la stagione servono altri 4 milioni. Ce li metterò io. La cordata, presa visione della classifica e degli interventi di mercato a gennaio ha preferito fare un passo indietro. Forse ci rivedremo a giugno».
IL FUTURO. La scorsa estate il patron aveva anticipato che questo sarebbe stato il suo ultimo anno amaranto e forse al the end mancano davvero pochi giri di valzer: «Se trovo un interlocutore serio, vendo il Livorno, altrimenti ci penso io».
PAULINHO E DIAMANTI. Al di là delle parole e dei proclami, a gennaio servono rinforzi. Altrimenti si rischia. Spinelli deve intervenire. «Prenderemo due giocatori importanti - ha detto prima della partita - Rinforzeremo l'attacco e il centrocampo. L'uomo ideale era Paulinho. L'ho chiamato, ma mi ha detto che quest'anno gli arabi non lo liberano perché sono secondi. Peccato. Un altro nome è Diamanti. Vorrei parlare con Alino, ma non riesco a contattarlo». Forse però bisognerebbe pensare a qualcosa di più concreto e non a due sogni irrealizzabili.
Fabrizio Pucci
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