Il Tirreno

Livorno

PARLA LAMBRUGHI

«Niente scuse, siamo stati vergognosi»

Il difensore si schiera coi tifosi: «Fossi uno di loro, fischierei anch’io»

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LIVORNO. Tutti senza parole. Da Aldo Spinelli a Bortolo Mutti, dai tifosi ai giocatori. «Anche noi eravamo senza parole dopo i primi 6 minuti - ammette Alessandro Lambrughi, anche lui travolto dalle onde bianconere - avere un approccio del genere è vergognoso, non deve più accadere. Non ci sono scuse, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità e cercare di cambiare registro subito. La partita è andata subito in salita, ma la nostra reazione non è stata all'altezza della situazione».

Ma perché questa crisi infinita? Qual è il motivo? «Già, qual è il motivo... Anche noi ce lo chiediamo e anche noi non troviamo una risposta. Ormai sono due mesi e mezzo, non si può andare avanti così». Anche perché ora la classifica è nerissima e c'è lo spettro delle retrocessione. «Dopo la sosta - continua Lambrughi - riorganizzeremo le idee per pianificare il futuro del Livorno, cercando di lavorare per la salvezza. Perché quello deve essere il nostro unico obiettivo, il nostro unico pensiero».

I FISCHI DEI TIFOSI. Durante la partita sono arrivati anche i cori dei tifosi contro la squadra, accusata di scendere in campo senza gli attributi. «I fischi sono giusti e li meritiamo - chiude Lambrughi - io sono qui da sei anni e mi sento pure un tifoso. E sì, anch'io fischierei questa squadra, perchè non è possibile vedere certe prestazioni. Preoccupato? No, ma adesso c'è veramente bisogno di tutti. Non sono frasi fatte, è la pura verità».

Gianni Tacchi

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di Redazione web