Gioco
E ora mercoledì sera contro l’Ascoli servirà uno stadio con i tifosi “veri”
«Mercoledì non ci sono scuse. Ora dipende da noi aiutare questa squadra . Un po’ di carattere e senso di appartenenza, al di là di Spinelli. Tiriamo fuori le palle prima noi». In questo post di...
«Mercoledì non ci sono scuse. Ora dipende da noi aiutare questa squadra . Un po’ di carattere e senso di appartenenza, al di là di Spinelli. Tiriamo fuori le palle prima noi». In questo post di Adriano Passetti, gestore di un gruppo di tifosi su Facebook, c’è tutto.
Si potrebbe aprire un discorso infinito sui perché di una tifoseria in sofferenza nei numeri (ma non solo a Livorno), adesso però è il momento di vedere chi davvero ci tiene alla maglia amaranto. Perché arriva l’Ascoli, perché la classifica si fa preoccupante, perché qui ci giochiamo una fetta del futuro della nostra maglia.
Negli ultimi tempi c’è un po’ troppa gente che quasi spera nelle disgrazie del Livorno per poi ergersi a predicatore. E i social in questa ottica sono deleteri.
Mercoledì i discorsi staranno a zero. Bisognerà spingere alla vittoria una squadra che soffre, per colpe proprie, per colpe altrui e per la sfortuna che ha decimato la rosa.
Sarà una partita da uomini veri. E allo stadio dovranno esserci i tifosi veri, quelli che amano il Livorno e sentono i crampi allo stomaco quando le cose vanno male. (al.ber.)
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