Sicurezza
Panchine girevoli nei top club d'Europa
Lo Special One Mourinho conosce l'onta dell'esonero al Chelsea. Garcia in bilico a Roma, Pallotta contatta Lippi. Al Bayern sarà Ancelotti a sostituire Guardiola in partenza (Manchester City?)
Panchine girevoli per squadre a cinque stelle. Improvvisamente cadono i miti, anche lo Special One, Josè Mourinho conosce l'onta del licenziamento a metà campionato al Chelsea come un qualsiasi allenatore di Zamparini. A Roma Rudi Garcia è appeso a un filo dopo l'eliminazione della Roma in Coppa Italia ad opera dello Spezia,. Ma intanto altri Special si preparano a tornare in campo. Marcello Lippi sarebbe stato contattato dal presidente Pallotta per la panchina dela Roma. E Carlo Ancelotti si prepara a prendere il posto di Guardiola al Bayern. L'avvicendamento a fine campionato è già praticamente ufficiale, resta solo da sapere su quale panchina andrà a sedersi Pep (Manchester City?).
Bye bye Mourinho. Sette mesi per smarrire la spocchia di chi si sente speciale e ritrovarsi malinconicamente esonerato: non più Special One, non più Happy One, José Mourinho è soltanto «l'infelice licenziato». Solo lo scorso maggio vinceva la sua terza Premier League, un mese più tardi Roman Abramovich gli rinnovava (e arricchiva) il contratto fino al 2019. Pareva l'inizio di una nuova fase nella carriera del portoghese: dal «vinci e scappa» degli anni con Porto, Chelsea, Inter e Real Madrid, alla stabilità dello Stamford Bridge. Era tornato nell'estate 2013 per restare, sviluppare un progetto di squadra a lungo termine. La crisi del terzo anno gli è costata la panchina: nove sconfitte in 16 giornate, un solo punto sopra la zona retrocessione. Lo scorso ottobre, quando la crisi dei Blues era già acclarata, Abramovich gli aveva rinnovato la fiducia. Un gesto insolito per il magnate russo che per molto meno in passato aveva licenziato i suoi tecnici. Ma Mourinho era ancora intoccabile: per il suo carisma, la mancanza di alternative, l'amore incondizionato del pubblico, e - non ultima - l'enorme liquidazione che gli dovranno ora pagare (40 milioni di euro). Fatale a Mou, più dell'ultima sconfitta contro il Leicester di Claudio Ranieri, la netta sensazione, di settimana in settimana sempre più destabilizzante, della frattura con parte dello spogliatoio.
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Da Eden Hazard a Diego Costa a Oscar: protagonisti assoluti della cavalcata dell'anno scorso, semplicemente irriconoscibili quest'anno. Una stagione fin qui nerissima, cominciata male dalla primissima uscita, la finale persa di Community Shield contro l'Arsenal. Poi lo scontro con il medico Eva Carneiro, accusata (e in seguito allontanata dalla prima squadra) di «ingenuità». Prima giornata e prime polemiche. Seguite, con puntualità settimanale, alle solite con gli arbitri. Multato e poi squalificato per le sue tirate anti-arbitrali, il 52/enne di Setabul ha continuato a puntare il dito contro tutto e tutti pur di nascondere i risultati mediocri. Fin quando ha smesso di difendere i suoi giocatori, prendendone anzi le distanze. Inevitabile, è infine arrivato l'esonero. Da giorni ormai non era più una questione di «se» ma di «quando». La qualificazione agli ottavi di Champions League sembrava avergli garantito un salvacondotto almeno fino a febbraio. La dirigenza ha preferito intervenire, nella speranza di salvare il salvabile di una stagione disastrosa, e in parte già compromessa: -20 punti dalla vetta, -14 dal quarto posto.
E come già nel 2007, lo ha licenziato, usando la formula anestetizzante della rescissione consensuale. Una scappatoia per arginare il malcontento tra i tifosi che ricordano come Mourinho, tra i manager con più di 100 panchine in Premier, detenga il record di vittorie (140 su 212, 66%). Ma appena quattro quest'anno, ed è per questo che è stato licenziato. Il Chelsea volta pagina, in pole per traghettare la squadra c'è Guus Hiddink, che già nella stagione 2009/10 era subentrato a stagione in corso, prendendo il posto di Felipe Scolari. Circola anche il nome dell'ex Tottenham Juande Ramos, ex Tottenham.
Crisi Roma, panchina in bilico. Da Londra a Roma: subito dopo la disfatta contro lo Spezia in Coppa Italia, la Roma ha contattato Marcello Lippi per sondare la sua disponibilità a sedersi sulla panchina giallorossa. L'ex commissario tecnico della Nazionale è disposto a venire a Trigoria ma la Roma, nel caso, dovrebbe accelerare perché c'è anche il forte interesse della Lazio, soluzione anche questa gradita al tecnico italiano (Lippi è stato avvistato in tribuna durante Lazio-Juventus). Il Presidente della Roma, James Pallotta, però al momento non è però pienamente convinto. Non è il primo contatto con Lippi poiché i primi approcci risalgono alla sconfitta di Borisov. Marcello, comunque, non accetterebbe il semplice ruolo di traghettatore fino a giugno, perchè vuole un programma serio ed a lunga scadenza: se l’offerta della società giallorossa fosse quella di un anno e mezzo, ecco che il nome del tecnico viareggino salirebbe prepotentemente in pole position. Ma ci sono anche altre opzioni che circolano nelle segrete stanze di Trigoria, ed anche queste portanoia tecnici toscanissimi: dall’empolese Luciano Spalletti al livornese Walter Mazzarri. ma anche loro vogliono, giustamente, delle garanzie.
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Al Bayern si cambia. L'altro cambio super annunciato è quello alla guida di un'altra delle squadre top del calcio mondiale. Si sa che Guardiola non resterà in Baviera, resta solo da attendere l'annuncio di Pep a fine anno per sapere dove andrà (ma c'è chi dice che l'accordo con il Manchester City sia già fatto). Intanto però è quasi certo il ritorno in campo di Carlo Ancelotti. Sarà lui a prendere il posto di Guardiola al Bayern, con la benedizione dello stesso allenatore catalano che ha avuto parole di elogio per il suo probabile successore. Ancelotti era fermo dopo la fine dell'esperienza al Real Madrid. A proposito. Chi prenderà il posto di Benitez la cui conferma al Real è data per molto improbabile?
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