Gioco
“Siamo solo noi” è l’inno del Livorno
Stasera a Perugia con 10 assenti, Mutti rilancia Pasquato in attacco e in difesa conferma Gonnelli e Calabresi terzino
LIVORNO. Salvare le penne. Stop. Nessuna mania di grandezza, nessun sogno nascosto: bisogna andare a Perugia per salvare le penne, strappare un bel punticino e tornarsene a casa sereni in vista di Livorno-Ascoli di venerdì.
Non è una questione di paura o di piangersi addosso. È solo la logica. Il Livorno stasera dovrà rinunciare a Pinsoglio, Emerson, Morelli, Maicon, Cazzola, Palazzi, Aramu, Vajushi, Fedato e Vantaggiato: sfidiamo qualunque altra squadra a potersi permettere un fiume di assenze del genere. Tant’è che Mutti si è portato dietro solo 18 giocatori: al netto del portiere della Primavera e di Rafati che non ha mai giocato, ne restano 16.
Ma bisogna provarci. Lottare, dare battaglia, gettare in campo qualcosa in più del 100%. La tattica stavolta c’entra fino a un certo punto, le scelte di Mutti sono forzate e si tratterà solo di capire se l’undici prescelto giocherà col 4-3-1-2 (Jelenic trequartista, Pasquato e Comi punte) oppure col 4-3-3 (Jelenic a destra, Pasquato a sinistro e Comi punta centrale), ma è facile intuire che le due soluzioni si alterneranno nell’arco dei 90 minuti.
Servirà molta compattezza dalla cintura in giù perché il Perugia farà pressione, spingerà subito sull’acceleratore alla ricerca del gol. Non date ascolto a Bisoli, il Perugia non giocherà affatto coperto per timore del Livorno: il 4-3-3 è marcatamente offensivo, oltretutto questi hanno anche Lanzafame e Ardemagni in panchina. Così, tanto per gradire.
Mentre noi andiamo ad affrontare la seconda miglior difesa del campionato senza il primo e il secondo cannoniere della rosa (Vantaggiato con 9 e Fedato con 3). Ci affidiamo dunque al fisico di Comi e ai guizzi di un Pasquato che ha una voglia matta di risalire le gerarchie di squadra.
Ma ci affidiamo soprattutto ai centrali Lambrughi e Gonnelli, a Gasbarro, a Calabresi, gli ultimi baluardi davanti al giovane Ricci. E al lavoro dei tre centrocampisti, che poi diventeranno quattro nel prevedibile rombo con Schiavone davanti alla difesa e Jelenic un po’ più alto. Stare chiusi (che non significare fare barricate) e ripartire: per quanto possibile, questo è il copione da mandare in scena a Perugia. In attesa, si spera, di tempi migliori.
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