Gioco
Bottai-Di Fiore: il titolo nazionale sul ring di Livorno
Unicoop Tirreno e Spinelli consentono di vincere l’asta «Match a inizio dell’anno nuovo ma la sfida è già iniziata»
LIVORNO. A causa della fitta programmazione della Tv e delle annesse problematiche di assegnazione delle date, l'atteso derby toscano tra Lenny "mangusta" Bottai ed il napoletano pratese di adozione Francesco "explosive" Di Fiore, slitterà purtroppo ad anno nuovo.
Nel frattempo però, arriva la notizia più importante: grazie a due partner che hanno raccolto l'appello lanciato un mese fa su queste pagine, sappiamo che il titolo questa volta si farà a Livorno. L’Unicoop del nuovo Centro Commerciale Levante (dove l'evento verrà promosso attraverso una pubblica conferenza stampa e una cerimonia del peso ufficiale in grande stile) ha infatti scelto di partecipare alla sentita battaglia sportiva per regalare l'evento alla città. E anche grazie alla partecipazione del Gruppo Spinelli, il Team Mangusta e la Spes Fortitude sono riusciti ad aggiudicarsi l'asta interna necessaria a decidere il luogo dell'incontro (anche Di fiore appartiene alla Boxe Cavallari come Bottai), portando così in città il prestigioso titolo nazionale dei Superwelter di boxe, che fu conteso a suo tempo tra Benvenuti e Mazzinghi. Un evento che veniva reclamato da molto sportivi labronici, dopo il controverso match del 2010, nel quale Lenny venne sconfitto a Prato per giudizio non unanime.
La data verrà decisa a breve. In attesa dell’ufficialità, Lenny probabilmente rientrerà sul ring dopo 10 mesi di inattività forse in Emilia il giorno di Santo Stefano con avversario in via di definizione.
«Al di la dell'amarezza di aver dovuto diluire la preparazione due volte e del sacrificio di rimanere a dieta e fare il peso il giorno di Natale - sorride il pluricampione labronico - sono soddisfatto di poter dire che, grazie a questi partner, il match adesso avrà luogo con certezza a Livorno, il che non è poco. Di certo non è finita. Perché, aggiudicata l'asta interna, relativa alle spese tecniche, servono ora le forze per organizzare bene l'evento, che se per me sarà l'ennesima battaglia da regalare ai livornesi, per la mia società e chi mi sta intorno sarà l'ennesimo sforzo organizzativo. Difatti gli organizzatori hanno l'onere poi di accogliere e garantire oneri e soggiorni a tutti: atleti, allenatori, manager, arbitri, giudici, supervisori, medici e persino la troupe tv, poi di garantire alcune specifiche organizzative, in più di pubblicizzare e gestire l'evento. Ma il grosso e fatto, e siamo ancora al lavoro per trovare piccoli partner da aggiungere e portare a termine il programma. Purtroppo il professionismo pugilistico è questo, ed è legato alla partecipazione di privati che col loro contributo possono rendere possibili gli eventi, diversamente si resta al palo e non si combatte. Con la separazione di professionismo e dilettantismo poi, non si può contare che sulle proprie forze e reperire sponsor sul territorio, non essendoci contributi di federazione e Coni. Anzi si pagano anche tasse e spese varie. Siamo orfani, motivo per il quale molti illustri colleghi scelgono di rimanere in canotta e nelle tre riprese, magari nei corpi di stato, e tante società puntano al dilettantismo che, a dispetto del nome, talvolta è più redditizio. Un paradosso tutto italiano che è il motivo per il quale spesso ho espresso la possibilità di smettere, ma il ring e il rapporto con i tifosi vince su tutto».
Insomma, Lenny e la Spes promettono ancora battaglia. La costruzione dell'evento prende forma e l'appello alla città si intensifica. Livorno è terra di uomini disposti a tutto pur di portarla in alto.
Mario Orsini
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