Sboccia, piace e appassisce
Inizio-boom con Ilicic, poi tanto possesso: ma la Juve è più cinica e fa festa
TORINO. Che vittoria, per la Juventus! Pum-pum all’inizio, poi equilibrio piatto. I primi sei minuti hanno elettrizzato la platea, col rigore realizzato da Ilicic e il pareggio quasi immediato di Cuadrado. Poi si è vista la partita che avevano tutti previsto: lungo giropalla viola e ripartenze bianconere. Ma senza risultati sino a quando Mandzukic non ha piegato i viola e Dybala l’ha atterrata definitivamente.
Una vittoria esaltante, quella sulla Fiorentina, per i tifosi bianconeri che dimenticheranno in fretta la (mezza) delusione di Champions e proietterà la squadra di Allegri verso la parte alta della classifica. Sei punti dall’Inter non costituiscono un gap insormontabile, come i due da Napoli e Fiorentina. Insomma, la Juventus ha ripreso a far paura a tutti, dopo sei vittorie di fila.
Per la Fiorentina, una sconfitta che non la fa precipitare in classifica, ma che fa capire all’ambiente viola che contro le «grandi» la squadra di Sousa può trovare pane per i suoi denti, com’è successo con Napoli, Roma e ora con la Juventus.
Pur giocando un calcio spesso piacevole. Insomma il dilettevole qualche volta non va a braccetto talvolta con l’utile. Allegri aveva dato il posto a Cuadrado sulla destra e a Evra sulla sinistra. Paulo Sousa aveva scelto Tomovic terzino. Il rigore di Ilicic, dopo soli due minuti, ha gelato lo Juventus Stadium.
Un rigore che Orsato ha fischiato, dopo essersi consultato con l’addizionale Damato, per un intervento in area (piede contro piede) di Chiellini su Bernardeschi difficile da rilevare. Lo sloveno, specialista in penalties (ne aveva già segnati cinque) ha battuto sulla sinistra Buffon che aveva intuito il tiro.
Lo svantaggio tuttavia non ha scoraggiato la Juventus che è partita in avanti e ha pareggiato al 6’ con un’azione sulla sinistra: Pogba di tacco per Evra: traversone alto per l’ex viola Cuadrado che, incontrollato, con un tocco morbido di testa ha scavalcato Tatarusanu, fuori dai pali. Dopo il fulminante inizio, le due squadre sono rientrati nella loro parte: manovriera la squadra viola, che ha fatto girare la palla con i soliti Borja Valero, Vecino e Badelj; chiusa e in attesa di ripartire la Juventus.
Dybala ha svariato per tutto il campo, Pogba e Evra sono apparsi pronti a impostare sulla sinistra, ma difficilmente hanno trovato Mandzukic al centro. Ilicic ha cantato e portato la croce in tutte le zone del terreno di gioco, Kalinic non ha visto molto la palla contro Bonucci. Insomma, i viola non sono quasi mai andati al tiro e la Juve, che ha cercato di fare la partita, ha trovato pochi sbocchi.
Anzi, nessuno. La gara, partita in maniera pazzesca per il ritmo e le emozioni, è calata di tono. Pogba (non sempre impeccabile) ha cercato di trascinare la Juve anche nella ripresa. La partita si è incattivita e ha perso qualità, anche per gli intereventi continui di Orsato. La Juve ha perso mordente, anche per l’abilità viola nel tenere palla. Una spericolata sortita di Buffon con i piedi sulla trequarti ha fatto tremare i bianconeri, ma tutto è finito bene.
E al 14’ Evra ha dato da sinistra per Dybala che ha girato in porta: fuori. La Juve ha cercato di forzare i tempi. Allegri ha cambiato: Sturaro al posto di Khedira. Tanti errori, stanchezza e panchine pronte a fare altre mosse.
Nel marasma è emerso Bernardeschi, ma gol non se ne sono visti sino al 35’, quando Pogba ha lanciato Dybala sul centro destro, Tatarusanu è uscito salvando, ma la palla è schizzata indietro verso Mandzukic (in procinto di essere sostituito) che ha insaccato. Sturaro è stato vicino al terzo gol. Nel finale sono entrati Morata, Rossi e Pasqual.
Ma al 46’ un erroraccio di Astori ha permesso a Dybala di fiondasrsi sulla palla, seminare come birilli gli avversari ed è andato a segnare l’ottavo gol di questa sua splendida stagione. Fino a 35’ della ripresa, il pareggio sarebbe stato forse più giusto, ma una regola fondamentale del calcio dice lapalissianamente che chi segna vince.
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