Gioco
Corre e morde: si è svegliato il Livorno
E tra i protagonisti spunta a sorpresa il giovane portiere Ricci: «Squadra viva, adesso può iniziare la nostra risalita»
LIVORNO. Melchiorri, Sau e gli altri ospiti di questa Serie B sono tornati a Cagliari con una domanda: «Ma chi è quello lì che ha preso tutto?». Quel bimbo – diremmo noi – si chiama Matteo Ricci, ha 21 anni e non sente il peso della responsabilità, che di solito spaventa di più tra i pali che in mezzo al campo. Il portierino è spuntato a Latina dopo l’intervallo al posto dell'infortunato Pinsoglio (prima assoluta sia con la maglia del Livorno che in B), con la Salernitana ha dato risposte positive e nel finale di sabato è diventato un muro. Dimenticando così l’incomprensione iniziale con Ceccherini, che poteva far affondare la barca amaranto. «Tutto sommato sono contento per la mia prestazione – confida Ricci, classe 1994 – ma soprattutto per quella generale, quella della squadra. Io ero emozionato, anche perché era una sfida da Serie A, ma è andata bene. Sono entrato in campo deciso e convinto, poi ho dato il massimo come tutti i miei compagni».
Non era facile perché di fronte il Livorno aveva una squadra forte, tosta, con una panchina infinita. E lo svantaggio iniziale poteva spezzare le gambe a un Livorno già dentro da qualche settimana al tunnel della crisi. E invece... «Non li abbiamo fatti respirare - spiega Ricci - il nostro pressing li ha messi in grande difficoltà. Insomma, è stata una partita da incorniciare. E quindi c’è grande soddisfazione da parte di tutti».
LA CHIAVE. Ora qualcuno si chiederà: ma quell’uscita all’inizio? In effetti riguardando le immagini, anche il portiere non sembra immune da colpe. Lui non abbassa la testa e spiega tutto nei minimi dettagli con grande onestà: «Lì c’è stata un’incomprensione, non mi aspettavo proprio quel retropassaggio. Inizialmente sono andato deciso verso la sfera, ma quando ho visto il giocatore del Cagliari (Sau, ndc) è subentrato un po’ di timore. Purtroppo ho solo sfiorato la palla, non sono riuscito a spazzarla via. D’altronde avevo paura di fare fallo, un rigore dopo pochissimi minuti avrebbe messo tutto in salita». Cosa che è successa comunque, perché Farias ha gonfiato la rete nella stessa azione.
FUORI GLI ATTRIBUTI. Quello è stato il momento più importante della partita. Perché il Livorno non ha affatto abbassato la testa. Anzi. Ha preso lo schiaffo e si è rialzato con la voglia di combattere. «È vero, lì abbiamo tirato fuori il nostro carattere – continua Ricci – forse quell’episodio ci ha dato uno stimolo in più, una carica in più. Siamo stati bravi a reagire e a non abbatterci, conquistando così un punto importantissimo soprattutto per il morale. Questo pareggio ci serve anche per capire le nostre potenzialità, il nostro valore. L’ultimo periodo non è stato certamente positivo, ma può capitare. Tutti passano momenti complicati nell’arco di una stagione, noi siamo appena tornati sulla strada giusta e ora dobbiamo continuare così».
PORTIERE DJ. Ma insomma, chi è Matteo Ricci? Intanto è cresciuto con Rugani (Juventus) e Hysaj (Napoli), nella fertile Empoli. Poi, nell’estate del 2013, il via ai prestiti. Un campionato e mezzo a Pontedera, poi sei mesi a Pistoia e ora il Livorno.
I guanti e non solo nella sua vita, perché spesso si trasforma: cuffie, mixer e musica elettronica per lui. Sì, il portiere amaranto è anche un dj. Ovviamente non suona più in discoteca, ma crea brani e remix insieme a un amico. E il loro ultimo lavoro, uscito un mesetto fa, è in vendita perfino su iTunes.
Una grande passione, niente di più, perché Ricci è concentrato sulla sua prima stagione di B. E ora mette il disco giusto: «Stiamo ritrovando fiducia, adesso guardiamo avanti con grande sicurezza nei nostri mezzi».
LA TRASFERTA DI PERUGIA. Non c’è tempo neanche per prendersi gli elogi, per gustarsi la prima vera giornata da protagonista. Il campionato chiama. E dietro l’angolo c’è la trasferta di venerdì sul campo del Perugia, squadra tosta che anche ieri ha fatto faticare non poco il Bari cedendo soltanto in extremis.
Ricci guarda avanti e annuisce: «Eh sì, bisogna compattarsi e ripartire subito. Ci aspettano tre partite difficili prima della sosta, ma noi vogliamo e dobbiamo conquistare il maggior numero di punti. Perché siamo indietro, perché non meritiamo quella posizione in classifica».
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