Gioco
BRAVO GARCIA LA PRUDENZA NON È UN MALE
Una prestazione corale molto tattica, accorta e assai redditizia. Dopo Napoli-Roma verrebbe da dire che Garcia ha violentato se stesso: lui che è sempre stato fautore del gioco d'attacco a tutti i...
Una prestazione corale molto tattica, accorta e assai redditizia. Dopo Napoli-Roma verrebbe da dire che Garcia ha violentato se stesso: lui che è sempre stato fautore del gioco d'attacco a tutti i costi, si è ravveduto, forse perché spaventato non solo dal valore dell'avversario, ma anche dalla situazione dell’ambiente giallorosso. Il tecnico ha riflettuto e, di fronte a un Napoli imbottito di campioni e capace di segnare gol a grappoli, ha imposto ai giocatori una partita prettamente difensiva, con la giusta prudenza che richiedeva un impegno così ostico. Di fronte a un bivio, Garcia ha preferito la ragione ai dogmi tattici e per questo merita applausi.
Sul Napoli l'impressione è che la partita di Bologna possa aver lasciato qualche scoria nella testa dei giocatori. Quella di Sarri resta una squadra da scudetto, ma una sconfitta lascia sempre qualche problema da risolvere. È probabile che contro la Roma, sul piano dell'intuizione e della brillantezza, i partenopei abbiano pagato i postumi del ko di Bologna. Il fatto poi che Higuain stia manifestando un po’ dell’indolenza che aveva contraddistinto la stagione scorsa dimostra che la squadra fatica a riproporre un gioco spumeggiante. Se non gli arrivano i palloni giusti, l'argentino si innervosisce: le sue prestazioni sono un termometro dello stato di salute, fisica e mentale, del suo Napoli.
Chiusura con il Milan che, dopo un doppio turno sulla carta favorevole (Carpi e Verona), si ritrova in una situazione ancora più critica a causa di due pareggi deludenti. Mi dispiace per Sinisa Mihajlovic, allenatore che stimo e che diventa ora il capro espiatorio di un problema generato da altri. Un problema della società, che invece di mettere sulla graticola i tecnici (da Allegri a Seedorf a Inzaghi) farebbe bene ad analizzare cosa non va al suo interno.
Al Milan cacciano gli allenatori ma tengono giocatori sopravvalutati, alcuni dei quali non dovrebbero neanche indossare la maglia rossonera. E il mercato, a parte Bonaventura, ha portato giocatori non all’altezza. Penso che, se potesse tornare indietro, Mihajlovic non accetterebbe la guida di questo Milan.
(a cura di Giorgio Carlini)
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