Gioco
Dinelli è mister football, l’avvocato diventa Guelfo
Matteo Dinelli ex giocatore, ora tecnico internazionale ingaggiato da Firenze per guidare la squadra nella prossima stagione: pochi soldi tanta passione
LIVORNO. Il football americano è uno sport che gli scorre nelle vene sin dagli anni Ottanta, quando adolescente cominciò una carriera durata oltre 20 anni da giocatore, spaziando in tutte le divisioni nazionali. Poi ha ricoperto incarichi tecnici e federali; a Livorno è un’icona per il movimento, ma per la stagione 2016 è stato ingaggiato come capo allenatore dai Guelfi Firenze, che disputeranno la massima serie.
Di chi stiamo parlando? Di Matteo Dinelli, avvocato di professione, livornese e innamorato del football americano, che lo ha portato in giro per il mondo, fino agli Stati Uniti, patria mondiale di questo sport. L’AT&T Stadium, situato in Texas e fortino dei Dallas Cowboys, non ha segreti per Matteo, che lo ha calcato non da giocatore, bensì come membro dello staff internazionale Ifaf che ogni due anni organizza negli Usa una partita che oppone i migliori under 19 americani contro i più forti pari età di tutto il mondo.
Una vetrina incredibile, che per Matteo è anche una cattedra di fronte alla quale sedersi e imparare, poiché, continua lui stesso, «io sono un tecnico qualificato, ma in quello stadio si incontrano grandi professionisti di questo sport, dai quali si può sempre apprendere qualcosa». Classe 1966, Dinelli ha intrapreso il suo percorso nel football praticamente quando questa disciplina è sbarcata a Livorno, nei primi anni ’80.
«Nel 1984 – racconta Matteo – sono nati gli Etruschi Livorno, che ancora oggi esistono e dove io ho militato per vari anni. Anche io ho iniziato a giocare nel 1984 e ho smesso nel 2005: ho girato più squadre in Toscana, da Livorno a Firenze e poi Grosseto, disputando campionati in tutte le categorie. Ero uno free safety, ossia l’ultimo giocatore della linea di difesa, ma in tutte le squadre in cui ho militato ho fatto anche l’allenatore».
Dai panni di tecnico e giocatore, Dinelli passa agilmente a quelli di dirigente, allorché ricopre dal 2011 al 2014 l’incarico di team manager della Nazionale italiana, con cui partecipa agli Europei 2014 di seconda fascia a Milano, dove l’Italia perde la finale contro la Danimarca.
E poi che succede?
«Volevo tornare sul campo – risponde Matteo – e quindi ho accettato la chiamata dei Guelfi Firenze, che mi hanno affidato il ruolo di capo allenatore per la prossima stagione. Disputeremo il campionato di Prima Divisione, che inizierà alla fine di marzo, per terminare a luglio 2016. Per me si tratta di una scommessa, ma la affronto con passione e fiducia nel gruppo che alleno».
La massima serie del football si compone di dodici team, inizialmente divisi in due gironi; i Guelfi saranno inseriti nel raggruppamento del centro-sud con: Marines Lazio, Grizzlies Roma, Aquile Ferrara, Dolphins Ancona e Warriors Bologna. Quale sarà il vostro obiettivo?
«Punteremo alla salvezza, per raggiungere la quale basterà evitare l’ultima piazza nel nostro girone». Dunque lascia la sua Livorno.
Come valuta lo stato del movimento in città?
«Io non lascio mai la mia Livorno, infatti sono consigliere degli Etruschi, oggi presieduti da Nicola Minervini e allenati da Antonio Mertoli. Peraltro, con me a Firenze c’è un livornese in rosa: è Jacopo Bardini, che gioca anche a Livorno. Questo sport in città gode di riflesso della crescita a livello nazionale di uno sport che si è affiliato al Coni e oggi conta migliaia di praticanti tra tutte le categorie. Siamo dilettanti e quindi girano pochi soldi, ma per me il football è una passione che non tramonta e in più lo considero lo sport di squadra per eccellenza, perché se tutti in campo non fanno la loro parte niente è possibile».
In bocca al lupo avvocato, pardon mister Dinelli.
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