Il Tirreno

Livorno

Il ruggito di Gonnelli: «Sono pronto»

di Gianni Tacchi
Il ruggito di Gonnelli: «Sono pronto»

Torna titolare il giovane difensore e brilla subito. «Il periodo nero è alle spalle»

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LIVORNO. Si entra al Picchi, si guarda il riscaldamento, si scorrono le formazioni ufficiali e si nota subito la sorpresa della serata. È Lorenzo Gonnelli, ripescato da Mutti nel pozzo dei dimenticati. E titolare dopo una vita, 10 lunghissimi mesi per la precisione.

Sì, il difensore amaranto non giocava dall’inizio dal 14 febbraio, dal giorno del centenario: Varese-Livorno 0-1, gol decisivo di Siligardi e Livorno che sembrava lanciato verso la Serie A. Gonnelli titolare nel tanto amato 3-5-2, in un terzetto completato da Emerson e Ceccherini, ed espulso al 92’ per doppia ammonizione. Poi mesi ai margini per colpa di un infortunio nato alla fine della scorsa stagione, che però si è portato dietro anche in questo inizio di campionato.

Fino a ieri sera, quando è tornato un leone al centro della difesa amaranto. «Ringrazio il mister per la fiducia – il commento del difensore classe 1993, alla seconda presenza stagionale dopo il quarto d’ora di Crotone – mi sono fatto trovare pronto. E dal punto di vista personale credo che sia andata bene, ma c’è grande rammarico per non aver vinto. Ci abbiamo provato in ogni modo, ma il loro portiere (Terracciano, ndc) è stato bravo. Peccato...».

VOGLIA E RABBIA. Ha sofferto, ha lottato e ha vinto la sua partita contro questo problema fisico, un ematoma che non riusciva a riassorbirsi. Così, la scorsa estate, la decisione dello staff medico amaranto di non mandarlo in ritiro ad Acqui Terme. Gonnelli è stato infatti in un centro specializzato per seguire una terapia speciale di 40 giorni, tra la camera iperbarica e un programma atletico. «Mi auguro di rivederlo presto, punto su di lui», le parole di Panucci a luglio. Ci ha puntato invece Mutti, lanciandolo titolare in coppia con Lambrughi, unico non livornese della difesa: gli altri erano Moscati e Gasbarro, nati qui proprio come Gonnelli. Che è stato uno dei migliori.

DA APPLAUSI. La Salernitana ha tirato solo due volte in porta, lui ha fermato tutti e ringhiato contro tutti. Come a metà primo tempo, quando non ha abbassato la testa dopo uno scontro con Sciaudone. «Ma la mia prestazione conta poco – ha aggiunto l'ex Pontedera – la vittoria non è arrivata e quindi c’è tanta delusione. Comunque credo che questa sia la strada giusta, dobbiamo continuare con questo approccio e con questa voglia, poi le cose cambieranno».

Ma sabato c’è un ostacolo altissimo, il Cagliari. «Al di là del nome e del valore delle avversarie – il tackle finale del “Gonne” – dobbiamo giocare sempre con la stessa grinta vista in questa partita. Con il Cagliari sarà durissima, sappiamo della loro forza, ma state sicuri che daremo il massimo per ottenere un risultato positivo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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