Gioco
Il Livorno non sa più vincere
Gioca benino ma non passa neanche con la Salernitana, la scossa-Mutti non è arrivata
LIVORNO. Dov'eravamo rimasti? Ah, a 15 giorni fa, quando Spinelli mandò via Panucci perché i playoff gli stavano stretti. Sognava (in tutti i sensi) la serie A diretta. Ora addirittura i playoff ce li sogniamo noi. Sarà, ma questo cambio di allenatore voluto dal presidente al momento ha avuto effetti deleteri sui risultati.
Ma sapete qual è l'aspetto più preoccupante? Che abbiamo giocato benino (non bene…benino), creato tante occasioni e di fronte c'era una squadra davvero modesta. Eppure, nonostante tutto, non abbiamo conquistato il successo. E se non vinciamo queste partite, ci dite quando vinciamo? C'è qualcosa di negativo che ci avvolge. Speriamo che passi presto, ma i segnali non sono buoni. Con Mutti intanto continuiamo a precipitare, un punto in tre partite (di cui due in casa), zona playout a 4 punti e tra due giorni arriva la capolista Cagliari.
MUTTI RISCHIA. La storia di Spinelli ci fa pensare che, al di là delle dichiarazioni ufficiali (che leggete qui sotto e che lasciano un po' perplessi), sabato Mutti sia già al bivio. Perché se perde col Cagliari, il suo ruolino diventa non da playoff ma da retrocessione diretta. Lo inchiodano i numeri.
Il ritorno di Panucci? Sulla carta a qualcuno appare la soluzione più logica (è già sotto contratto, costa zero) anche se ieri in tribuna c'era pure Gautieri. Ma non ci pare proprio che Spinelli sia (eventualmente) intenzionato a tornare indietro sui suoi passi. Almeno a oggi. Aspettiamo la partita di sabato col Cagliari.
LE SCELTE E I CAMBI. Il cambio di modulo c'è stato, e anche una mezza rivoluzione di uomini. La vera novità è stata la scelta di mettere un falso trequartista (Jelenic) dietro a due punte di peso (Vantaggiato e Comi). Una sorta di 4-3-1-2, con centrocampo però a rombo visto che Schiavone stava sempre schiacciato davanti alla difesa, lasciando a Luci (a sinistra) e Cazzola (a destra) maggiore libertà di inserirsi.
Ci è piaciuta la soluzione delle due punte vicine, è da riproporre. Da valutare meglio invece Jelenic alle loro spalle, perché lì non ha spazi nei quali gettarsi.
Tutto sommato, come detto, il Livorno ha giocato abbastanza bene Meritava di vincere ma non l'ha fatto. Abbiamo trovato un portiere che ha preso tutto, ma anche gli amaranto ci hanno messo del loro. Perché la difesa della Salernitana era da brividi, sarebbe bastato davvero poco.
Piuttosto ci hanno lasciato perplessi i cambi di Mutti, che ha tolto due dei migliori (Comi e Cazzola) a venti minuti dalla fine. Tra l'altro Comi, in un finale nel quale si era persa ogni logica tattica ma si gettavano palloni in avanti, avrebbe fatto comodo.
QUANTE OCCASIONI. Tra assenze infinite e un arbitro che come al solito ha fatto il fenomeno col fischietto usato spesso a caso e quasi sempre contro il Livorno, gli amaranto hanno fatto sempre la partita. Con ritmi lenti nei primi 10 minuti, alzando un po' i giri fino alla mezzora, e assediando poi la Salernitana nell'ultimo quarto d'ora. Manovra discreta, molti i cross soprattutto dalla destra dove Moscati ha trovato spesso i tempi giusti per inserirsi. Clamorose le tre parate di Terracciano prima sul colpo di testa di Cazzola, poi sul tiro dal limite di Comi e infine in uscita a valanga su Vantaggiato.
Stesso film nel secondo tempo e altre due parate pazzesche di Terracciano, prima su Comi e poi su Jelenic. Mutti nel finale ha gettato dentro Pasquato, Palazzi e Bunino: voleva dare benzina a un motore che in realtà si è pian piano spento. Consegnandoci un triste 0-0. E ora il futuro è davvero un’ipotesi.
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