Gioco
Bernardini, il nostro gigante buono Gioie e lacrime in 135 presenze
LIVORNO. Questo pomeriggio farà un effetto strano vedere Alessandro Bernardini giocare contro il Livorno. Molto strano perché cinque anni e mezzo e 135 presenze con la maglia amaranto non sono...
LIVORNO. Questo pomeriggio farà un effetto strano vedere Alessandro Bernardini giocare contro il Livorno. Molto strano perché cinque anni e mezzo e 135 presenze con la maglia amaranto non sono bruscolini.
Arrivò nel gennaio del 2010, il Berna. Eravamo in serie A. Lui proveniva – in compartecipazione - dal Varese in serie C. Debuttò il giorno dell'infausto scontro diretto casalingo con il Siena. Fummo sconfitti e lui si fece pure male. Rientrò in primavera quando ormai la squadra aveva tutti e due i piedi in serie B. Nell'estate del 2010 fu aggregato alla Juventus che disputò una tournèe negli Stati Uniti. Tornato in amaranto, l'anno successivo fu utilizzato part time perché chiuso da Knezevic e Miglionico. Nel 2011/12 però scalò le gerarchie nella difesa amaranto e diventò titolare fisso. Ragazzo perbene e sensibile, lo ricordiamo disperato nei giorni successivi alla morte di Piermario Morosini.
Dopo tante le tante lacrime di dolore, il ragazzo di Domodossola qui ha pure pianto di gioia. È successo nel 2013, quello che per lui resta l'anno perfetto: a gennaio il Livorno acquistò dal Varese la seconda metà del suo cartellino e cinque mesi più tardi lui centrò la promozione in serie A con la maglia amaranto sulla pelle al termine di una stagione perfetta, senza sbavature. In quel campionato, infatti, Bernardini compose con Emerson una delle coppie centrali di difesa più affidabili. Tutto questo, però, non gli valse la riconferma.
Ad agosto del 2013 fece in tempo a partecipare alla presentazione della squadra al Campo Scuola, prima di andare in prestito al Chievo. Poca fortuna in A con i gialloblù e il ritorno alla casa madre in B. Sì perché come al solito la nostra avventura nella massima serie era durata da Natale a Santo Stefano.
Il resto è storia recente. L'anno scorso Bernardini non ha brillato e l'epilogo è stato amarissimo visto che è stato coinvolto nel pasticcio del caso Catania. Una situazione spiacevole che gli è costato un avviso di garanzia per la presunta combine della partita Catania-Livorno del 2 maggio. Lui nel frattempo era arrivato in scadenza di contratto e stava per firmare per il Novara: trasferimento saltato per via dell'inchiesta della giustizia sportiva che lo vedeva tra gli indagati. Solo a novembre trova squadra: la Salernitana. E oggi vederlo contro di noi farà un effetto strano. Molto strano.
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