Italia
«È da Macerata che facciamo buone partite»
Mularoni, il tecnico che sostituisce lo squalificato Lopez: la squadra gioca bene da tempo
LUCCA. La storia si ripete e il Teramo al Porta Elisa non solo non riesce mai a vincere, ma rispetto alla scorsa stagione torna a casa senza neanche un punto. E la tradizione premia ancora Lopez, ma sconfitto dal rivale Vivarini sia da calciatore che da allenatore. In sala stampa si presenta Luciano Mularoni, 44 anni, il tecnico in seconda che debuttava tra i professionisti sostituendo (e lo farà anche a Pontedera contro il Tuttocuoio) mister Giovanni Lopez. Un esordio con il botto visto che la squadra ha conquistato la terza vittoria dopo Lupa Roma e Savona, sicuramente quella più pesante, al Porta Elisa: «Non ho pensato molto alla mia prima su una panchina professionistica - dice al termine della partita - Ho lasciato poco spazio alle emozioni e mi sono concentrato sulla squadra e sui ragazzi».
Mularoni è sincero nella sua analisi: «Il pareggio di Fanucchi ha cambiato la partita: lui è un elemento importante. Noi nel primo tempo ci siamo trovati per un nostro errore sotto di un gol e il nostro numero 10 ci ha riportato in gara. Mi è piaciuta l'attenzione, la determinazione e la voglia di vincere di tutti i ragazzi. Sapevamo che i nostri avversari ci avrebbero atteso per ripartire, ma le contromisure hanno funzionato, eccezion fatta per il gol subito». Ecco, quell'azione è stata un po' l'emblema della prova di Marchesi: si è vista la differenza nella ripresa con Mingazzini: «Io credo che se avessimo segnato tre gol nel primo tempo, con Marchesi in campo, non avremmo rubato niente: non gettiamo la croce addosso a un giovane come lui, da qualche errore si può crescere tanto, poi è chiaro che un Mingazzini in mezzo al campo lo vorrebbero tutti. Però faccio notare che abbiamo preso un gol quattro contro due. Non diamo la colpa a Marchesi». E Pozzebon? «Ha fatto vedere quel che vale, ma a corrente alternata: dovrebbe trovare continuità e non adagiarsi, non accontentarsi. Dopo il gol ha fatto una corsa in meno e questo non va bene». In generale il reparto di attacco è andato molto bene, anche con questa formula senza il centravanti di ruolo: «È un modulo che cerca di valorizzare le caratteristiche dei nostri attaccanti, con Sartore che attacca gli spazi e Terrani fortissimo nell'uno contro uno. Fanucchi è molto intelligente e con due attaccanti di movimento davanti fa la differenza».
Un difetto nella partita con il Teramo? La difficoltà a centrare il bersaglio: i rossoneri devono costruire tanto prima di concretizzare. «Io credo che una squadra cinica sia una squadra attenta, mentre una squadra che gioca spende di più e perde in lucidità: noi siamo in quest'ultima categoria. Noi giochiamo per far gol, non per sfruttare gli errori altrui. A partire da Macerata abbiamo sempre fatto buone prestazioni e i risultati non potevano non venire. Serviva tempo. Il direttore tecnico diceva che sarebbe servita una scintilla: sono state quelle due vittorie a innescarla, non è un modo di lavorare o un altro, un tecnico o un altro. Ci voleva tempo: in giro non ci sono maghi».
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