Gioco
Cazzola: «Panucci e Mutti? Gli esatti opposti»
Cazzola svela il clima nello spogliatoio e chiede equilibrio: «Ora basta con le prime quattro partite, pensiamo a salvarci»
LIVORNO. Due anni di sofferenze, due anni con la paura di non tornare più quello di una volta. Poi la chiamata che ti cambia la vita, che ti regala una seconda chance. Riccardo Cazzola accetta al volo, si rimette in gioco, cresce e ora sta «veramente bene». Ma nelle sue parole c'è tanto dispiacere per l’esonero di Christian Panucci, l’uomo di quella chiamata. «Beh, non posso non ringraziarlo – dice il centrocampista amaranto – mi ha voluto e poi ha avuto il coraggio di darmi fiducia. Ma al di là di questo, lui stava facendo un ottimo lavoro qui. L’unica sua colpa, ma forse è sbagliato parlare di colpa, è quella di non aver trovato risultati nell’ultimo periodo. E nel calcio, in questi casi, pagano gli allenatori».
Ti aspettavi il suo esonero?
«No, perché stava preparando la partita con il Novara da un paio di giorni, quindi la tempistica mi ha preso in contropiede. E poi perché la situazione non era così tragica».
Com’era il suo rapporto con il gruppo?
«Ottimo, era seguito da tutti e stava costruendo qualcosa di importante a livello di spogliatoio. Anche chi giocava meno si sentiva partecipe del progetto, quindi il clima era giusto».
È passato a salutarvi?
«No, ma lo capisco».
Perché Spinelli ha deciso così? Per provare a dare una scossa in un periodo negativo?
«Non avevamo e non abbiamo bisogno di una scossa, tutto il gruppo ha sempre dato il 100%. Mancavano solo i risultati».
Cos’è cambiato da Panucci a Mutti?
«Tanto, sono due allenatori completamente diversi sia dal punto di vista tecnico che motivazionale. Ci serve un po’ di tempo per assorbire i nuovi concetti tattici e i nuovi metodi di allenamento, sarebbe ottimo velocizzare questo processo. Siamo ripartiti da zero, ma la prima impressione è stata buona: Mutti è un tecnico esperto che può aiutarci».
Il suo inizio con il Novara è stato sfortunato.
«Lui non ha colpe, non si possono cambiare le cose in pochi giorni. E comunque non meritavamo di perdere».
Nelle ultime due partite si è parlato molto delle decisioni arbitrali.
«Non mi piace toccare questo argomento, sarebbe un alibi».
12 punti nelle prime 4 partite e 9 nelle successive 11…
«Basta, non mi piace questo giochetto. Il campionato si evolve, non si può ragionare pensando sempre a quelle prime 4 gare. Serve equilibrio, l’obiettivo non è la promozione diretta: dobbiamo pensare a raggiungere la salvezza, anche se nelle nostre corde c’è qualcosa di più. Detto questo, io non cambierei questa squadra con nessun’altra di Serie B».
Ma ora servono punti.
«Sì, andremo a Latina per fare risultato».
Solo un punto e nessun gol nelle ultime 5 sfide in trasferta.
«Lo so, inoltre troveremo un ambiente caldo. È un passaggio fondamentale soprattutto per il morale, perché siamo entrati in un mese logorante, in un tour de force da non fallire».
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