Gioco
Era un attacco letale Ma ora il Livorno non segna più...
12 gol nelle prime quattro partite, 8 nelle ultime undici E in trasferta la rete non si scuote dal 21 settembre
LIVORNO. Che fatica lì davanti. Sì, il problema del Livorno è diventato il gol. Si segna poco, pochissimo. Se ce lo avessero raccontato a settembre, ci saremmo messi a ridere mezz’ora. Perché l’attacco, due-tre mesi fa, era il vero punto di forza. Poi gli infortuni, i blackout che hanno coinvolto tutta la squadra e le difficoltà nel trovare la porta: solo 2 le reti fatte nelle ultime 4 partite, entrambe al Vicenza (2-2), in un periodo nero sotto ogni punto di vista, che ha portato anche alla rivoluzione in panchina.
I PROBLEMI IN NUMERI. In totale il Livorno ha realizzato 20 gol in 15 gare, una media comunque positiva se confrontata con tutta la Serie B. Quello amaranto è infatti il settimo attacco del campionato, solo il Cagliari (30), il Crotone (26), l’Avellino (24), il Brescia (24), il Cesena (23) e il Pescara (21) hanno fatto meglio.
Il guaio è che 12 di queste 20 reti sono arrivate nelle prime (e ormai famose…) 4 giornate: 4 al Pescara, 2 al Como, 3 al Brescia e altre 3 alla Ternana. La media? Facile, 3 timbri a gara. Era impossibile continuare con quel ritmo, il calo era in ogni previsione. Ma purtroppo non è stato un calo, è stato un crollo totale. Nelle successive 11 sfide, infatti, la porta avversaria è stata colpita solo 8 volte. Neanche un gol a partita…
I PROBLEMI IN TRASFERTA. I numeri sono ancora più preoccupanti se guardiamo le scene fuori casa, dove il Livorno non segna - e non vince - da quasi due mesi e mezzo, dal 3-2 di Terni del 21 settembre. L’ultimo centro lontano dall’Armando Picchi è quello di Pasquato a pochi minuti dal gong di quel match, una rimonta pazzesca, letta all'epoca come una prova di forza. E invece il Livorno si è bloccato lì, l’attacco si è bloccato lì. Ed è rimasto a secco a Cesena, a Crotone, a Chiavari, a Vercelli e a Bari, 5 partite in cui è arrivato un punto (0-0 con l’Entella).
Sono soltanto 5 i gol in trasferta degli amaranto in 7 gare, come l’Entella, la Ternana, l’Ascoli e il Modena: dietro ci sono solo la Pro Vercelli (4), il Lanciano (4) e il Trapani (3). Mutti si è ritrovato in mezzo a questa situazione e ovviamente non ha colpe, ma si tratta di un nodo da sciogliere subito. Perché sabato si va a Latina e un altro passo falso toglierebbe ossigeno.
I PROBLEMI DEI SINGOLI. Ma perché c’è stato questo crollo? Il motivo principale riguarda gli infortuni, arrivati in serie dopo il blitz umbro di fine settembre. I problemi fisici hanno spezzato la crescita di Vajushi, fondamentale pure per l’equilibrio ma fuori da due mesi, e frenato l'exploit di Fedato, che si è fermato ancora una volta per via della solita caviglia.
Pasquato sta vivendo un momento buio, mentre Aramu è entrato nel tunnel dopo la perla di Terni. Poco, pochissimo spazio per Comi e Bunino, anche perché Vantaggiato è intoccabile. È lui il punto fisso dell’attacco, nonostante gli ultimi due match senza gioie. 7 i suoi gol fin qui, lo stesso bottino di Geijo (Brescia): davanti, a quota 8, c’è solo il capocannoniere Lapadula (Pescara). L’ex Padova – anche lui fermo quasi un mese – ha però giocato 11 partite, 3 in meno rispetto agli altri due. E questo non è un dato da sottovalutare. Un esempio? Lapadula ha segnato un gol ogni 163 minuti, per Vantaggiato una rete ogni 134.
Una bella differenza, che testimonia la continuità della punta amaranto. Tra infortuni, problemi, episodi e sfortuna, Vantaggiato resta la certezza del Livorno. Ora come un anno fa.
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