Gioco
Libertas, un ko tra mille veleni, la Pielle resiste finchè può
Livorno, il campionato di serie C un turno pieno di rabbia e recriminazioni sia per la Libertas che per la Pielle
LIVORNO. Un turno pieno di rabbia e recriminazioni sia per la Libertas che per la Pielle. Vediamo perchè.
LIBERTAS. Una partita coraggiosa, giocata punto a punto dall'inizio alla fine ma la vittoria di peso non arriva. Forse anche per colpa di un arbitraggio ostile (38 tiri liberi contro, 18 a favore), che ha spinto coach Pardini a emettere un comunicato durissimo nei confronti del primo arbitro, Papini di. Non avendo ancora visto il video della partita (che Pardini ha promesso comunque di mettere on line) è difficile commentare, se non confermare che 38 liberi contro 18 sono un dato stridente, sempre e comunque.
In effetti la Libertas sembrerebbe aver poco da rimproverarsi: il passivo finale è contenuti, ribaltabilissimo al ritorno, ha tirato meglio di Valdisieve sia da due che da tre, ha impattato alla voce rimbalzi, ha contenuto decentemente le palle perse. Resta il rammarico perchè, arbitri o non arbitri, la vittoria pesante che faccia svoltare il campionato ancora non arriva, ma un posto fra le prime quattro (obiettivo stagionale) è ancora possibile.
PIELLE. La reazione che Mori voleva dopo la batosta di Prato c'è stata, la vittoria no. E a ben guardare sembra quasi incredibile che la Pielle abbia perso, in casa della capolista, solo di 5. Se la tua prima punta, Biancani, si ferma a meno della metà della sua media stagionale, se un giocatore come Sidoti va totalmente in bianco, se il tiro da 3 segna un (si spera) irripetibile 3 su 23, se dalla lunetta si lasciano 11 punti su 21 potenziali (48%, ma perchè?) sembra quasi incredibile che le triglie siano riuscite a contenere la sconfitta in termini minimi.
Merito di un primo quarto eccezionale (11 a 20) e di una difesa ottima. Ma anche con quella distrazione difensiva la Pielle avrebbe potuto fare il colpo clamoroso se solo avesse colpito qualche ferro in meno. Ma a parte Venditti ( doppia doppia), Dell'Agnello e Capobianchi (2 triple nel finale per riaccendere la speranza) tutti avevano la mano di marmo. Càpita. (f.p.)
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