Il Tirreno

Livorno

DOPO IL 90’

«Meglio stare zitti perché sennò...»

di Gianni Tacchi

Caos a fine gara, contestato l’arbitro, i giocatori scelgono il silenzio

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LIVORNO. Un clima teso, un ambiente nervoso. Nel mirino anche e soprattutto il direttore di gara, Pinzani di Empoli. Stavolta non per certi episodi, ma per un atteggiamento indisponente. Così la società – ripensando allo sfogo di Luci a Bari («è stata una farsa»), parole che non sono sfuggite alla Lega – ha preferito non far parlare i giocatori a fine partita.

«Ci scusiamo con la stampa e i tifosi – le parole di Paolo Armenia, il direttore generale amaranto – ma gli animi erano agitati, la situazione poteva degenerare. C’era una tensione che non andava bene, dai ragazzi poteva uscire qualche parola di troppo. Credo che a volte sia meglio prevenire che curare, in questo modo abbiamo evitato situazioni che avrebbero potuto nuocere alla società. D’altronde dire certe cose può dar fastidio a qualcuno, bisogna essere più furbi e parlare nei modi e nei tempi giusti. Detto questo, non dobbiamo piangerci addosso e giustificare la sconfitta con le decisioni dell’arbitro. Usciremo da questa situazione tutti insieme».

Sabato sfortunato. Armenia, come sempre, ha seguito il match in tribuna al fianco di Spinelli. «Abbiamo visto la partita insieme – ha aggiunto il d.g. – ovviamente non era contento per il risultato, ma per la prestazione sì. C’è un po’ di amarezza, di dispiacere. Non meritavamo di perdere, il pareggio sarebbe stato più giusto. Loro hanno tirato in porta due volte, noi siamo stati sfortunati. Ho visto comunque segnali positivi, dai quali dobbiamo ripartire».

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