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LE DOGLIE IN ANTICIPO SUL PARTO...

di ALESSANDRO BERNINI

di ALESSANDRO BERNINI Quando iniziano le doglie, è solo questione di tempo. Aldo Spinelli non arriva mai ai 9 mesi, deve partorire prima, è più forte di lui. È successo anche con Christian Panucci....

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di ALESSANDRO BERNINI

Quando iniziano le doglie, è solo questione di tempo.

Aldo Spinelli non arriva mai ai 9 mesi, deve partorire prima, è più forte di lui. È successo anche con Christian Panucci.

Non spremetevi il cervello, non fate i complottisti ed evitate il «mi ha detto il cugino del mio amico che ha uno zio che conosce i giocatori». Non c'è un retroscena dietro a questa decisione, per certi versi non c'è nemmeno una logica.

«Non capisco perché voi del Tirreno scrivete che Panucci rischia», ci ha rimbrottato il presidente martedì mattina alle 11. Dopo 24 ore, Panucci a Tirrenia faceva la valigia.

Non c'entra lo spogliatoio. C'è qualche giocatore che non sopportava Panucci ma in un gruppo di 25 è inevitabile. Per intenderci: non crediamo che Maicon o Comi o Palazzi siano disperati per questa scelta.

Ma nessuno, neanche il più trascurato dei giocatori, ha fatto la guerra al suo allenatore. E poi, sinceramente: davvero voi pensate che, casomai, Spinelli manderebbe via un tecnico su richiesta dei giocatori?

Via, su, lo conoscete... Piuttosto fa il contrario. L'ha fatto perché ce l'aveva sullo stomaco.

Sia chiaro. Per certi versi Spinelli ha tutto il diritto di cacciare un allenatore. Pochi o tanti, i soldi ce li mette lui e va solo ringraziato per averci regalato già 16 anni di calcio vero.

Le situazioni però vanno analizzate e in questo caso è evidente che Spinelli ha come minimo anticipato troppo i tempi. Le famose doglie... Perché se Panucci avesse perso o pareggiato col Novara, nessuno avrebbe gridato allo scandalo, nessuno sarebbe rimasto a bocca aperta per l'esonero. «Lo so anch'io che se non vinco sabato mi caccia», ci aveva confidato lunedì sera Panucci. Perché farlo adesso?

Per certi versi siamo tornati al febbraio 2006, quando ci fu la rottura con Donadoni. Eravamo quinti in serie A, ma Spinelli aveva già il mal di pancia. Se ne andò Donadoni prima che lo cacciasse il suo presidente. E arrivò Mazzone. Stavolta è arrivato Bortolo Mutti sorprendendo tutti. Anche il ds Signorelli che ha ricevuto la notizia da Genova e ha potuto solo comunicarla a Panucci.

È evidente che l'obiettivo salvezza di inizio stagione ora sta stretto a Spinelli. Per assurdo, l'autogol di Panucci è stato partire troppo bene. Ora Spinelli vuole i playoff. In realtà lui vorrebbe la serie A, ma ci pare eccessivo. Se poi la vuole e a gennaio compra 3 giocatori, meglio, ma a oggi non ha senso parlare di promozione.

Guardate: pur con un mercato a zero euro, il Livorno ha una buona squadra. Secondo noi vale tra il quinto e l'ottavo-nono posto. Non di più. Non di meno. Ci poteva arrivare Panucci, ci può arrivare Mutti che ahilui non parte in una situazione ambientale favorevole.

Non fategli colpe, però. Mutti è stato chiamato, ha risposto presente e da oggi è il "nostro" allenatore. Sosteniamolo.

Infine, un "grazie" di cuore è doveroso a Panucci. Non per i risultati, ma per aver sempre portato Livorno sul palmo di mano. Sempre. Andava fiero di questa maglia.

Una sera, a una cena improvvisata nella quale erano presenti anche Bergomi e altri noti personaggi del calcio, gli abbiamo sentito spendere parole d'oro per la nostra città. E i microfoni erano spenti, non c'era da arrufianarsi. In ogni caso, Panucci ha dato tutto di sé per il Livorno. E questo noi non lo dimentichiamo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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