Gioco
Fiducia a Panucci, ma solo a tempo
Spinelli: «Per il momento non rischia», sarà decisiva la sfida col Novara. I retroscena dei candidati e dello spogliatoio
LIVORNO. Avanti con Panucci. Così ha deciso Aldo Spinelli dopo una notte di pensieri, dopo un summit con Elio Signorelli e dopo una riflessione del tipo “ma se lo esoneriamo, chi prendiamo?”.
Da qui a dire che la fiducia di Spinelli nei confronti di Panucci sia assoluta, ce ne passa. Ma non è una novità, non c’è da stupirsi, anche in passato gli allenatori sono caduti come foglie sotto il libeccio. È chiaro che la partita di sabato contro il Novara diventa un bivio molto importante. A Panucci serve una vittoria per andare avanti nella sua avventura, chissà se un pari possa bastare. Di certo non la sconfitta.
«RESTA PANUCCI». La notte dunque ha portato a una scelta pro-Panucci. «Per il momento il tecnico non è a rischio - ha dichiarato Spinelli - può tranquillamente lavorare in vista della partita di Novara. La sconfitta contro il Bari? Dobbiamo essere arrabbiati per l'arbitraggio avuto perché quanto visto si commenta da solo. Abbiamo avuto un gol valido annullato sullo 0-0 ed una espulsione a Vergara che non esiste. È stata una direzione da cartellino rosso».
In quel “per il momento” c’è disegnato un mondo. Un mondo dai colori indefiniti ed a rischio terremoto.
ALLENATORI IN ATTESA. È chiaro che questa fiducia che appare a tempo, costringe a guardarsi attorno. Per capire che allenatori (eventualmente) ci sono disponibili.
Bisogna essere chiari. In giro, tra quelli disponibili, non ne vediamo neanche mezzo che possa avere la bacchetta magica. Nelle ultime ore ha preso quota il nome di Alessandro Calori, che comunque viene da tre esoneri e una retrocessione. Gli altri nella lista sono Camplone e Gautieri, anche se pure Ciro Ferrara sta cercando una panchina.
Poi ce ne sono anche altri, che si fanno sponsorizzare più o meno direttamente. Ma non ne vediamo nessuno all’altezza.Una domanda viene naturale: Spinelli avrebbe dato ancora fiducia a Panucci se avesse trovato un allenatore libero che lo convinceva in pieno?
IL CLIMA NELLO SPOGLIATOIO. Ma che aria tira tra i giocatori? Il discorso è abbastanza complesso, si vive una situazione nuova rispetto al passato. Panucci è allenatore autoritario, più bastone che carota, ha dato senza dubbio un’impronta molto forte alla gestione del gruppo e del lavoro.
Qualche giocatore non è entusiasta, e il mal di pancia aumenta per quegli elementi che poi il sabato non giocano. Il che comunque è fisiologico, perché il gruppo è di 25 e in campo ne vanno 11.
Chiaro che chi gioca poco o quasi mai, si lamenti. Ma non esistono clan, non c’è una volontà di far fuori l’allenatore. Si è visto anche con la prova di carattere di Bari. E vi garantiamo che ne esistono tante squadre che remano contro e alla prima occasione danno la spintina per far cadere il tecnico nel burrone.
Questo gruppo è composto da bravi ragazzi. Prendete ad esempio Vantaggiato, che pure in passato qualche screzio con Panucci l’ha avuto. Venerdì ha preso un colpo alla caviglia, molti al suo posto se ne stavano a casa in poltrona: lui è partito e sabato mattina ha chiesto di fare un’infiltrazione pur di giocare.
Insomma, se a Spezia è stata la squadra a far cacciare l’allenatore, a Livorno non c’è questa situazione.
OBIETTIVI E PARTENZA. Per assurdo, il vero guaio di Panucci è stata quella partenza da sogno, con 4 vittorie di seguito. Davanti agli occhi ci è rimasta l’immagine di quella squadra così scintillante che imponeva il suo calcio. Adesso si fa più fatica, a volte si gioca a sprazzi e tatticamente non si è ancora trovata la quadratura tra il 4-3-3 (più solido in mezzo ma che isola Vantaggiato) e il 4-2-3-1 (più frizzante davanti, ma che manda in crisi il centrocampo).
Detto questo, bisogna essere onesti e non dimenticare mai chi siamo e da dove veniamo. Quest’estate il budget del Livorno era zero, sono stati presi solo giocatori in prestito e con stipendio pagato in parte dal club di provenienza. Il tutto abbassando il monte ingaggi. Chi ha costruito la squadra (Signorelli e Panucci) è stato bravo, perché ha fatto la spesa senza portafoglio. Se si voleva andare in serie A, si investiva. Non ce la sentiamo di contestare a Spinelli il fatto che abbia ridotti al minimo le spese di gestione (gli investimenti, casomai, doveva farli 3-4 anni fa), ma se ora in garage c’è una discreta Golf, non si può pretendere che vada a 220 e luccichi come una Ferrari.
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