Il Tirreno

Livorno

«Non mi spaventano né esonero né Bari»

di Gianni Tacchi
«Non mi spaventano né esonero né Bari»

Panucci a testa alta. «Dobbiamo solo evitare errori dietro»

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LIVORNO. Due settimane tra attacchi e pressione, due settimane difficili e delicate. E oggi la necessità di rispondere, di reagire. Lo chiamano “bivio”, perché tutti conoscono il carattere di Spinelli. Ed è così, anche se le chiacchierate estive avevano altri temi, altri argomenti rispetto alla Serie A.

«Non ho paura dell’esonero – ha detto Christian Panucci – anzi, bisogna essere contenti di questo inizio di campionato. La squadra è giovane e sta facendo bene. Chiaramente dobbiamo migliorare ancora, ma fin qui tutte hanno avuto problemini. In settimana abbiamo lavorato molto sull’intensità, un aspetto che forse è mancato nell’ultimo periodo. Quella di Bari sarà una trasferta complicata, dovremo dare qualcosa in più. E lo daremo, perché i ragazzi hanno voglia di riscattarsi e dimostrare il loro valore».

Magari anche per salvare la sua panchina…

«Ma no, devono giocare per loro stessi. Ho un gruppo serio, che ha sempre dimostrato grandissimo impegno. Ovviamente chi gioca è più contento, ma questo fa parte del mondo del calcio. Sicuramente siamo partiti a fari spenti, ma poi tutti hanno capito il nostro valore».

Adesso il Bari, che è in forte crescita sta veramente bene.

«Ma anche noi non stiamo male, nessuno ci ha ancora messo sotto al 100%. Abbiamo perso solo una volta nelle ultime cinque partite (a Vercelli, ndr), segno che la squadra c’è. Loro ci aspetteranno, come hanno sempre fatto in questo inizio di stagione, e noi giocheremo a viso aperto. Senza paura, ovviamente».

Ma cos’ha in più il Bari rispetto al suo Livorno?

«È stato costruito per vincere e andare in Serie A, ma io non cambierei i miei giocatori con loro. Sono contento della squadra che ho, proviamo a fare anche un bel calcio e quindi c’è soddisfazione».

Tre gol subiti da azioni partite con una rimessa laterale, un problema stranissimo. Quale può essere la soluzione?

«La soluzione sarebbe facile, basterebbe essere più concentrati e più attenti. È un discorso mentale, non posso far altro che sottolinearlo alla squadra. Aver preso 3 reti così mi fa male, è una roba che non accetto. Ma come siamo riusciti a sistemare i problemi sulle palle inattive, sistemeremo anche questa cosa. Serve però pazienza con i giovani, bisogna aspettarli e capire certi dettagli».

Solito dubbio, solita domanda: 4-3-3 o 4-2-3-1?

«Non ho ancora deciso, ho provato entrambi i sistemi. Mi piacerebbe mettere tutta la qualità davanti, ma le priorità sono l’equilibrio e la disponibilità dei ragazzi. Non so quindi se schierare due o tre centrocampisti, però si può sempre cambiare a gara in corso. Alla fine, comunque, conterà l’atteggiamento. Per noi questa è una tappa importante, importantissima».

9 dei 14 gol subiti sono nati dalla destra: manca un vero terzino?

«Maicon (assente anche oggi per un problema a una caviglia, ndr) e Moscati possono coprire quella posizione, ma devono essere più svegli. Parlo spesso con loro, li dico di migliorare nell’attenzione durante i 90 minuti». Ceccherini in quel ruolo è una soluzione? «No, sta facendo davvero bene in mezzo. E ora non ci penso proprio a spostarlo sulla fascia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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