Il Tirreno

Livorno

Panucci finisce la voce a urlare il suo mantra «Pressing, pressing»

di Gianni Tacchi
Panucci finisce la voce a urlare il suo mantra «Pressing, pressing»

Il mister apre le porte del centro Coni ai giornalisti e l’allenamento sulla difesa diventa una lezione di mentalità

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LIVORNO. I «gol da polli», i buchi sulla destra e le dormite sulle rimesse laterali. Lo start amaranto è stato segnato non solo dal super filotto iniziale e dai 21 punti in classifica, ma anche da queste amnesie difensive. E sabato scorso, dopo le ingenuità che sono costate il pareggio con il Vicenza, è arrivato lo sfogo di Christian Panucci: «Non si può prendere gol subito dopo essere passati in vantaggio – le sue parole in sala stampa al termine del match – e dobbiamo essere più concentrati sulle rimesse. Non è possibile, non ho parole... La soluzione? Io posso solo lavorare, è l’unica strada. Facciamo così: la prossima settimana ci sarà una seduta a porte aperte, così voi giornalisti potrete vedere e raccontare come e quanto lavoriamo sulla fase difensiva».

Bene, ieri mattina il tecnico amaranto ha spalancato i cancelli del centro Coni e noi siamo andati a studiare le sue mosse, a capire su cosa insiste. Il risultato? Molto più di un semplice allenamento sulla difesa...

LAVORO A 360 GRADI. Ci si aspettava una divisone del gruppo nei tre reparti, come successo nelle scorse settimane. Invece gli amaranto – dopo aver iniziato la seduta in modo classico, tra il riscaldamento, lo stretching e gli scatti – sono andati sul green secondario dell’impianto sportivo di Tirrenia, visto che il primo era occupato. E lì hanno giocato una sorta di gara 11 contro 11, due formazioni in campo con il 4-3-3 che si sono scambiate spesso gli interpreti. Ma non è stata una consueta partitella di fine allenamento, visto che le due difese – una volta superate – si fermavano e lasciavano finire l’azione alla squadra avversaria.

Un esercizio specifico, studiato per fermarsi principalmente su due aspetti: intanto la gestione della palla da parte dei due centrali dopo il rinvio corto del portiere, poi il pressing e l’intensità generale e quella in fase di non possesso.

I CENTRALI CON LA PALLA. Interessante il lavoro con i difensori, serviti dal portiere e chiamati ad avviare l’azione. Aprendo la manovra sui terzini, appoggiandosi sul centrocampista che scende e si fa vedere o avanzando palla al piede, tre soluzioni che si presentano ogni volta.

Panucci ha interrotto spesso il gioco, rivolgendosi soprattutto alla coppia Ceccherini-Vergara, quella titolare nell’ultimo periodo (5 partite insieme e 3 reti subite). «Se non si trovano sbocchi, si può anche tornare indietro dal portiere», ha sottolineato il tecnico dopo un errore del colombiano di proprietà del Milan, con il quale parla anche in spagnolo.

Alla base di tutto questo c’era comunque la necessità di servire i compagni, che quindi dovevano smarcarsi velocemente per ricevere palla e poi giocarla. E qui entra in ballo il secondo tema della giornata, l’intensità di tutta la squadra.

CORSA E PRESSING. Sì, al centro delle due ore di lavoro c’è stata l’intensità, sia nella fase di possesso che non. Appena la palla usciva, ne entrava un’altra dalla parte opposta. Un ritmo altissimo, infernale.

Emblematico poi un episodio: Gasbarro ha guadagnato metri e ha servito Luci in mezzo al campo, Cazzola non l’ha seguito e Panucci ha fermato tutto, alzando anche i toni. «Dobbiamo essere vivi, dobbiamo essere sempre in movimento – ha urlato a tutti – bisogna essere compatti e pressare insieme!». Un paio di richiami forti anche per Moscati, troppo lento a rientrare in difesa. E alla fine il tecnico ha chiuso quasi senza voce.

GLI ASSENTI. A bordo campo Vajushi, che sta continuando il suo programma personalizzato e quindi viaggia verso l’ennesimo forfait, e Calabresi, a riposo dopo i 90 minuti giocati martedì pomeriggio con l’Under 20 (presenti invece gli altri 3 azzurrini, Gasbarro, Palazzi e Aramu) ma comunque pronto per Bari. Come Biagianti, ieri out per precauzione. Assente pure Maicon per un problema a una caviglia, che lo aveva costretto a saltare la sfida col Vicenza e lo escluderà anche dalla trasferta pugliese. E quindi, sulla maledetta destra, tornerà Calabresi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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