Il Tirreno

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L'INOSSIDABILE

Buffon, 20 anni da leggenda. Il 19 novembre 1995 il debutto in serie A: parò tutto contro il Milan di Capello

di MASSIMO BRAGLIA
I vent'anni di Buffon
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I vent'anni di Buffon

Sabato troverà di fronte di nuovo i rossoneri e il loro giovanissimo portiere Donnarumma

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Vent’anni con Gigi Buffon. Era il 19 novembre del ’95 quando Nevio Scala decise di lanciare quel giovanissimo portiere carrarese fra i pali del Parma dei campioni contro un Milan, quello di Fabio Capello, che non era certo quello un po’ così di questi ultimi 3-4 anni. Era un Milan stellare, ma Gigi non si fece intimidire dai grandi nomi: finì 0-0. Sono passati vent’anni: Gigi aveva 17 anni e 9 mesi (e 22 giorni, per gli amanti della statistica), e il destino vuole che la settimana della rievocazione sarà chiusa dallo scontro di nuovo contro il Milan, e contro un rivale che ha debuttato in A ancora più giovane del portierone della Juve e della Nazionale, un altro Gianluigi: Donnarumma. L’estremo difensore dei rossoneri ha esordito a 16 anni e 8 mesi poco meno di un mese fa, in casa contro il Sassuolo, con una vittoria. Più alto di Buffon (1,98 contro 1,91), meno esplosivo fra i pali, Donnarumma è talmente giovane che al momento è difficile pronosticare quale tipo di carriera possa avere. Impressiona per la maturità, per la personalità: contro l’Atalanta, la sua partita migliore (almeno tre interventi importanti, magari non “miracoli” ma sicuramente parate complicate) più volte ha dato indicazioni ai compagni di reparto, alcuni magari giovani “quasi” come lui (vedi Romagnoli e De Sciglio), ma insomma, Mexes non è certo un deb. Questione di personalità e maturità. Più che le caratteristiche tecniche, al momento sono proprio i tratti caratteriali che sembrano accomunare di più i due Gigio (entrambi sono così chiamati dagli amici).

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Ma questa è soprattutto la settimana di Buffon, che sul suo profilo Facebook ha anche lanciato una serie di post celebrativi con le sue foto d’epoca. Il rischio, per la verità, è che sabato 21 possa non essere della partita. Capitan Buffon ha infatti accusato durante la gara dell'Italia contro la Romania, a Bologna, un problema al flessore della coscia destra. Per il numero uno, informa il club bianconero sul suo sito internet, “sono in programma degli accertamenti”.

Ma che giochi o meno, restano vent’anni da campionissimo. Fa impressione vedere nella foto del giorno dopo il suo debutto, in mezzo ai suoi genitori Adriano e Maria Stella, come fosse davvero un adolescente o poco più. Quel lunedì 20 novembre 95 la casa di Marina di Carrara dei Buffon era assediata da giornalisti. Una famiglia di sportivi, tanto che in quel momento erano più note le sorelle, Guendalina e Veronica, entrambe pallavoliste di serie A. Gigi Buffon così rispondeva a chi gli chiedeva quale fosse stata la più difficile delle sue tante parate “da incorniciare”, nel primo tempo su Eranio e su Baggio, nella ripresa su Simone e su Weah: «Non sono miracoli, ma normali interventi - rispose con grande maturità, appunto - Il più difficile è stato quello su Baggio, senza dubbio. Ora, però, non devo montarmi la testa, torno nei ranghi e aspetto. E se contro la Juve (la domenica successiva, ndr) non giocherò, nessun dramma». Ovviamente, giocò anche contro la Juve, che poi lo ingaggiò nel 2001. Di Buffon, prossimo padre (dopo i due figli con Alena Seredova, anche Ilaria D’Amico a gennaio lo renderà papà di un maschietto) non si può non ricordare anche la grande passione per i colori azzurri non solo della Nazionale, con cui è diventato campione del mondo, ma anche della Carrarese. Quando gli impegni di serie A lo permettevano, da Parma prendeva la macchina e seguiva la Carrarese in trasferta: lo trovammo ad Alzano, sempre con la sciarpa al collo della squadra apuana, e perfino con la bandiera nel corteo pre-partita tipico delle gare con squadre gemellate nell’era ante tessera del tifoso: accadde a Ferrara, e i tifosi spallini gemellati sgranavano gli occhi nel vedere Buffon, che aveva già debuttato in Nazionale, mescolato agli ultrà. Della Carrarese è diventato anche azionista unico per cinque anni, dal 2010 alla scorsa estate (ora ha il 30%). Di tempo e di partite ne sono passate da ne è passato da quel 19 novembre 95. Chissà come accoglierà il suo “collega” Donnarumma e quali suggerimenti gli darà per restare così a lungo ad altissimi livelli. Ma non sarà facile diventare un altro Buffon, un’altra leggenda.

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