Gioco
Errori e niente leader La destra a Livorno è sempre indigesta
Ben 9 dei 14 gol presi, sono arrivati da quella fascia Panucci ha già provato 4 giocatori nel ruolo ma si soffre
LIVORNO. «Un buco clamoroso a destra», «che ingenuità sulla destra»… Quante volte abbiamo detto o sentito frasi del genere in questo inizio di stagione? Tante, troppe. E i numeri sono chiari, confermano l’esistenza di un grosso problema che – in questi primi settanta giorni di campionato – ha frenato la corsa del Livorno. 9 dei 14 gol presi da Pinsoglio sono infatti nati dalla nostra fascia destra, da errori o disattenzioni difensive in quella zona. Tradotto in percentuale, stiamo parlando del 65%.
E non è tutto. Perché altre 2 reti subite, quella a Novara con il Como (Sbaffo) e la prima a Terni nella trasferta successiva (Gonzalez), sono arrivate sugli sviluppi di angoli battuti proprio da quella parte: un allarme chiaro, il segnale che le altre squadre hanno capito il punto debole amaranto e cercano di sfruttarlo, anche se in questi casi gli sbagli principali sono stati dentro l’area.
QUANTI BUCHI A DESTRA... L’incubo è iniziato a metà settembre con il Brescia: Embalo solo a sinistra (quindi sulla nostra destra…) e con tutto il tempo per stoppare la palla, alzare la testa e pescare in mezzo Geijo per lo 0-1. Poi, per fortuna, il ribaltone amaranto. Superata la trasferta di Terni, la nostra corsia debole è stata colpita dallo Spezia. A partire dall’inserimento di Migliore per il gol di Situm, che poi ha attaccato proprio quella fascia maledetta e regalato a Calaiò la palla del successo. Anche il rigore di Sensi a Cesena è nato da un blackout lì, la prima delle tre dormite sulle rimesse laterali (ok, questa è un’altra storia).
Il disastro invece a Crotone, dove l’out destro si è trasformato in una scena del crimine: tre disattenzioni, tre reti e 3-0. Poi il Livorno ha cambiato marcia, è rimasto imbattuto per oltre 300 minuti (2-0 al Modena, 0-0 a Chiavari e 2-0 sul Trapani) e a Vercelli è crollato su una distrazione a sinistra (autogol comunque di Maicon, il terzino destro…). Ma sabato scorso ci ha pensato il Vicenza – anzi, Cinelli – a riportarci indietro di un mese: due assalti alla nostra destra, due assist e due reti (Raicevic e D’Elia).
FASCIA SENZA PADRONE. Per cercare di sistemare le cose, Panucci ha provato quattro giocatori in quella zona del campo: 5 presenze da titolare per Maicon, 4 per Calabresi, 2 a testa invece per Moscati e Morelli. Ma niente, tutti hanno sofferto. Anche perché nessuno sembra adatto a giocare lì. Maicon tende a spingere e fatica in fase difensiva (meglio nel 3-5-2 o alto nel 4-4-2), Calabresi è un centrale e non ha il passo per seguire una vera ala, Moscati è un interno di centrocampo e quindi dietro va in difficoltà, mentre Morelli è giovanissimo e ha bisogno di crescere senza pressioni.
Ecco perché a gennaio la priorità sarà quella di inserire un terzino destro naturale, magari con l’esperienza giusta per risolvere questi guai.
Il paradosso. E pensare che, negli ultimi anni, uno dei problemi principali del Livorno è stato dall’altra parte, sulla sinistra. Dove solo Mesbah, seguendo la logica del vecchio 3-5-2, è riuscito a dare continuità. Oggi invece, sul settore mancino, ci sono le soluzioni Lambrughi e Gasbarro, che dietro garantiscono solidità. Ok, non sono difensori di spinta, ma permettono all’altro terzino di salire quando vuole. Ecco perché adesso diventa fondamentale il recupero fisico e mentale di Maicon, uno che in questa stagione ha dimostrato solo il 20% del suo valore. Ma per ora la destra, a Livorno, non avanza neanche col pallone…
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