Il Tirreno

Livorno

Lucchese all’ultimo tuffo ribalta l’Arezzo

di Luca Tronchetti
Lucchese all’ultimo tuffo ribalta l’Arezzo

Dopo sei ko consecutivi prima vittoria in trasferta dei rossoneri trascinati da un super Fanucchi autore di una doppietta

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All’ultimo giro di lancette del secondo tempo la Lucchese trova la sua prima vittoria esterna stagionale e interrompe il filotto di ko consecutivi (6) che aveva portato al cambio di allenatore e di modulo. Tre punti al platino quelli conquistati ad Arezzo contro un avversario che non perdeva da 5 partite e che, sulla carta, era ritenuto decisamente più forte. Un successo di vitale importanza che arresta la caduta libera. Intendiamoci, il paziente Lucchese è ancora ammalato. E servirà tempo, pazienza e un robusto ricorso al mercato di gennaio per risollevare una squadra che in 11 partite ha ottenuto la miseria di 8 punti. Ma con il buonsenso e una migliore disposizione tattica Lopez, dopo tre ko di fila (due in campionato e uno in Coppa), inizia a raccogliere i frutti.

La cura di mister Lopez. Già contro il Pontedera i rossoneri avevano assunto un piglio decisamente diverso. E non avrebbero meritato il pareggio, figuriamoci la sconfitta. Quel 4-3-1-2 con Fanucchi dietro le punte e Nolé sulla linea dei centrocampisti è parsa subito la migliore soluzione. E la sua riproposizione in un campo difficile come quello di Arezzo non è altro che la conferma della bontà delle intuizioni del tecnico. Che non è uno scienziato, e nemmeno pretende di esserlo, ma che sin dal suo avvento a Lucca ha dato al gruppo serenità e fiducia. D’altronde essere cresciuti all’ombra di un maestro di calcio e di vita come Edy Reja qualcosa vorrà pur dire. La Lucchese da frenetica e pasticcione è diventata ordinata e decisa in fase di non possesso palla e in occasione delle ripartenze.

La partita. E dire che c’era grande preoccupazione per l’assenza di elementi importanti come Di Masi, Mingazzini e Sartore. Eppure chi li ha sostituiti nel ruolo (Mengoni, Monacizzo e Terrani) non ha affatto demeritato dimostrandosi all’altezza della situazione. Diciamo subito che è stato un derby povero di contenuti. Pochi i tiri in porta da ambo le parti, tanti gli errori commessi specie nelle file dei padroni di casa con Eziolino Capuano che a fine partita dopo il ko ha rimesso il mandato nelle mani del presidente Ferretti.

Lanci lunghi. La manovra si sviluppa attraverso lunghi lanci preda dei difensori avversari. Nella prima frazione dopo una buona partenza ospite è l’Arezzo a costruire le azioni più ghiotte. La nitida palla gol arriva al 25’ quando un colpo di testa di Cori consente a Bentancourt di mandare a vuoto Mori ed involarsi a rete. Ma il piede di Mengoni respinge in corner la conclusione a botta sicura dell’attaccante. E la Lucchese? Ci prova sugli esterni, specie con Terrani che svaria molto.

Le emozioni nella ripresa. Quando al 10’ il lancio millimetrico di Tremolada pesca Cori che aggancia in area, supera Benvenga e a botta sicura batte Mengoni sono in pochi a scommettere sulla Lucchese. Invece l’Arezzo rincula e i rossoneri prendono coraggio. Lopez manda dentro Bianconi al posto di Vita. E azzecca la mossa. La punta su una ripartenza scambia con Fanucchi che in area vince un rimpallo con Monaco e in diagonale infila Baiocco. La reazione degli amaranto è caotica. La squadra si getta in avanti con poche idee e confuse prestando il fianco alle ripartenze. E proprio allo scadere Monacizzo con caparbietà ruba palla sulla trequarti sinistra e rimette in mezzo dove Nolè di testa batte a rete. Baiocco si oppone, ma la sfera rimane lì e Fanucchi è il più lesto di tutti a infilarla in rete. È la fine di un incubo. Da lì bisogna ripartire.

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