Il Tirreno

Livorno

«Ma cosa vi aspettate? Qualcuno chiede troppo»

di Fabrizio Pucci
«Ma cosa vi aspettate? Qualcuno chiede troppo»

Panucci alza la voce: «Mi sa che l’ambiente sta commettendo l’errore più grave, pensare che si debba vincere il campionato. La squadra sta facendo il suo»

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LIVORNO. Christian Panucci si presenta in sala stampa scuro in volto. Non si dà pace per la rete del pareggio arrivato da situazione di rimessa laterale: «Non esiste prendere gol un minuto dopo essere passati in vantaggio. Non ho parole. Non riesco nemmeno a commentare. Se vogliamo fare qualcosa di importante dobbiamo per forza eliminare queste amnesie».

Sì, ma non sembra così facile, perché?

«Più che lavorare non so che fare. Martedì l'allenamento sarà a porte aperte perché voglio che almeno i giornalisti vedano quanto e come lavoriamo sulla fase difensiva con attenzione alle marcature e alla posizione del corpo».

Al netto degli episodi, a tratti abbiamo sofferto l'organizzazione del Vicenza, non trova?

«Nel primo tempo eravamo partiti bene, ma quella di Marino è una squadra intelligente che dà il meglio di sé in trasferta. I loro terzini ben presto si sono allargati e non ci hanno concesso l'uno contro uno. Noi ci siamo allungati e faticavamo sulle seconde palle e non riuscivamo a recuperarle. Cazzola andava a destra e sinistra così abbiamo sofferto il loro giro palla. Detto questo, il Vicenza non ci ha mai creato problemi e i gol sono stati generati da due nostre ingenuità clamorose: un fallo laterale e una ripartenza nella quale Jelenic è uscito in ritardo, Moscati è rimasto fregato. Così sono andati in porta».

Parliamo di formazione. Perché Jelenic e non Pasquato dall'inizio?

«Avevo bisogno di un giocatore più tattico. Enej lavora molto più di Christian che è un attaccante puro e che avrei utilizzato nel secondo tempo quando le cose sono migliorate perché abbiamo iniziato a trovare l'uno contro uno e a recuperare più palloni. Poi però se quando segni ti fai riprendere subito, tutto Si complica».

Dopo il 2-2, non è stata capitalizzata la superiorità numerica...

«È vero. Non l'abbiamo sfruttata bene, ma loro a quel punto hanno pensato solo a difendersi e noi comunque qualche situazione l'abbiamo creata. Poi sia chiaro: avevamo di fronte un avversario organizzato ed esperto che non ci ha messo in condizione di fare le giocate giuste, ma questo può succedere. E poi vorrei sapere chi è – in Europa e nel mondo – che gioca sempre bene. Noi a tratti abbiamo fatto molto bene, ma non è bastato».

Conosce la squadra come le sue tasche. Sa già come rinforzarla a gennaio?

«Per prima cosa bisogna vedere come si arriva all'anno nuovo e in quale situazione di classifica. Gennaio, però è molto lontano. Semmai qui c'è da fare un'altra considerazione».

Quale?

«Tutto l'ambiente sta commettendo l'errore peggiore che possa fare: pensare che si possa o si debba vincere il campionato. Siamo fuori strada. Questa squadra sta facendo il suo. Se guardiamo la classifica dietro di noi ci sono squadre costruite con budget più importanti del nostro. E questo per noi deve essere motivo d'orgoglio. Poi è chiaro che se a gennaio siamo lì, il presidente uno sforzo lo fa. Tuttavia questo non è il momento per mettere pressione ai ragazzi».

Questo è un concetto che ha già avuto modo di esprimere. Secondo lei non è stato recepito?

«Mi limito a dire che non si possono vincere tutte le partite 8-0 costruendo 25 palle gol. Questo è un gruppo giovane che va in tensione se non riesce a sviluppare il suo gioco. E questo può succedere perché davanti possono esserci avversari bravi ed attrezzati. Per questo servono calma ed equilibrio».

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